23 Luglio 2026

Embedded Insurance: un’opportunità concreta per colmare il protection gap delle PMI

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Protection

Vittorio Schirru

Deputy CEO di Furness Insurance Services

Quanto siano in grado le PMI di gestire adeguatamente il rischio è una domanda tornata al centro del confronto nel settore assicurativo. Se n’è discusso anche agli Insurtech Days, organizzati dall’Italian Insurtech Association, dove compagnie, MGA e broker hanno confrontato le proprie visioni. Il tema non è solo tecnico: riguarda la capacità del mercato di raggiungere imprese che, nonostante il loro peso economico, restano spesso scoperte.

Le piccole e medie imprese sono infatti il motore dell’economia europea. Rappresentano il 99% delle aziende dell’Unione e danno lavoro a oltre 85 milioni di persone. In Italia il loro peso è ancora maggiore: le oltre 4 milioni di PMI del paese generano una quota predominante del valore aggiunto e dell’occupazione nazionale. Nonostante questo ruolo centrale, una parte significativa di queste imprese non è adeguatamente protetta rispetto a rischi sempre più critici, come attacchi cyber, interruzione dell’attività, responsabilità professionale e vulnerabilità della filiera. Lo conferma il Rapporto Cyber Index PMI dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, pubblicato a marzo 2025.

È in questo scenario che l’embedded insurance si sta ritagliando uno spazio come uno degli strumenti più promettenti per ridurre il protection gap. L’idea di fondo è integrare la copertura assicurativa direttamente nei prodotti, nei servizi o nelle piattaforme digitali che l’impresa già utilizza. In questo modo la protezione viene proposta esattamente nel momento in cui il bisogno emerge, e l’acquisto diventa più naturale, immediato e pertinente.

Per una PMI questo può voler dire una copertura cyber offerta direttamente da un software gestionale, una polizza crediti integrata in una piattaforma fintech, o una protezione business interruption legata ai servizi cloud. L’assicurazione smette così di essere un prodotto da acquistare a parte e diventa un elemento naturale dell’ecosistema operativo aziendale.

I numeri raccontano una crescita rapida. Il mercato globale dell’embedded insurance vale oggi tra i 100 e i 140 miliardi di dollari, con stime di crescita annua tra il 19% e il 30% nel prossimo decennio, come confermano anche le analisi più recenti, tra cui quella pubblicata a gennaio 2026 da Mordor Intelligence. A trainare questa espansione sono la digitalizzazione, l’espansione degli ecosistemi digitali e la diffusione delle cosiddette API assicurative, le interfacce software che permettono a piattaforme e applicazioni terze di integrare direttamente prodotti e servizi assicurativi, rendendo possibile offrire una polizza nello stesso momento e nello stesso ambiente in cui nasce il bisogno.

Anche in Italia il quadro è favorevole. Secondo l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, il mercato assicurativo nazionale supera i 150 miliardi di euro di premi annui e sta investendo sempre più in modelli digitali e in partnership tra assicuratori, intermediari e piattaforme tecnologiche. La forte frammentazione del tessuto produttivo italiano rende inoltre le PMI un target naturale per soluzioni embedded, capaci di raggiungere imprese che raramente accedono a programmi assicurativi strutturati.

Il comparto cyber è probabilmente quello con il potenziale più alto. Il Cyber Index PMI 2025 registra per le imprese italiane un livello medio di maturità di 55 punti su 100, sotto la soglia di sufficienza, e rileva che solo il 15% delle aziende adotta un approccio realmente strutturato alla gestione di questo tipo di rischio, mentre oltre la metà mostra livelli di preparazione insufficienti. Integrare servizi di prevenzione e coperture cyber direttamente nei software e nelle piattaforme che le aziende usano ogni giorno potrebbe fare la differenza nel colmare questo gap.

Per compagnie, MGA e broker si apre così una nuova fase di sviluppo. Le compagnie possono raggiungere segmenti finora difficili da intercettare con i canali tradizionali. Le MGA hanno l’opportunità di progettare prodotti modulari e API-based da distribuire attraverso partner tecnologici. I broker, in questo scenario, possono evolvere verso un ruolo di consulenza specialistica nella progettazione degli ecosistemi di protezione, più che di semplice intermediazione.

Proprio per questo, l’embedded insurance non va letta come un’alternativa alla consulenza assicurativa tradizionale, soprattutto sui rischi più complessi, ma come un suo completamento. Per il mondo delle PMI rappresenta oggi la strada più concreta per allargare la diffusione delle coperture, migliorare l’esperienza del cliente e rendere la protezione parte naturale dei processi aziendali. In un mercato dove i rischi crescono più in fretta delle coperture, portare l’assicurazione dentro il flusso operativo delle imprese non è più solo un’opportunità: è uno dei driver di crescita più concreti per il mercato italiano dei prossimi anni.

Vittorio Schirru

Deputy CEO di Furness Insurance Services

Vittorio Schirru ha oltre 25 anni di esperienza in strategia aziendale, finanza e assicurazione specialistica per professionisti e imprese. Come Deputy CEO di Furness Insurance Services coordina le attività del Gruppo — attivo nei servizi di broking, underwriting e claims handling — contribuendo alla definizione e all’attuazione delle priorità strategiche e operative. È inoltre CEO di Furness Underwriting Europe, MGA del Gruppo, dove guida lo sviluppo commerciale e il posizionamento sul mercato europeo. In precedenza, ha ricoperto ruoli apicali in primarie società di consulenza e in gruppi assicurativi italiani e internazionali, anche quotati.

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