La decisione era nell’aria già da qualche giorno, ma solo nel primo pomeriggio Borsa Italiana ha sgombrato il terreno dai dubbi: la Banca popolare di Vicenza non si quoterà. L’istituto che venerdì 29 ha chiuso l’aumento di capitale da 1,5 miliardi con un inoptato oltre il 92%, non è riuscito a raggiungere il livello minimo di flottante necessario per l’ammissione agli scambi.
La soglia del 25% è infatti rimasta lontana anni luce e dunque per Borsa «non sussistono i presupposti per garantire il regolare funzionamento del mercato», spiega il provvedimento. «Non c’erano le condizioni. Sostanzialmente non era garantita la correttezza degli scambi per lo scarso flottante», ha precisato in serata Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana.
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Fonte: Milano Finanza
3 Maggio 2016
Atlante si prende tutta Popolare di Vicenza
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