5 Agosto 2026

INTERVISTA. Fiducia, competenza, competitività e il combinato internazionalizzazione – prossimità: il (nuovo) corso che consolida il Gruppo Helvetia Italia

Persone

Intervista a Emanuela Mantini, Chief Distribution, Retail & SME Officer – Gruppo Helvetia Italia

Dalla fusione delle due storiche compagnie svizzere Helvetia Baloise nasce, adicembre 2025, Helvetia Baloise Holding: sede a Basilea, oggi il più grande assicuratore multilinee in Svizzera con oltre due milioni di clienti e una quota di mercato di circa il 20%.

Il 2026 si apre, dunque, con un disegno forte di cambiamenti ed innovazione, che coinvolge la Holding, ma che rilancia ulteriormente anche il Gruppo Helvetia Italia in un mercato – quello italiano – indicato dagli stessi vertici della Holding come un pilastro e un mercato strategico per lo sviluppo.

Una realtà solida e storica per fondazione, per identità e valori, per innovatività di offerta, proposizione e servizi e per la presenza e la distribuzione capillare sui territori. Di presente e futuro del Gruppo Helvetia Italia ne parliamo con Emanuela Mantini, Chief Distribution, Retail & SME Officer del Gruppo Helvetia Italia. Alle spalle, oltre vent’anni di esperienza in strategia, finanza e distribuzione, maturata tra il settore assicurativo e quello bancario nel mondo assicurativo. Mantini entra nel Gruppo Helvetia Italia da luglio 2024, dopo le importanti esperienze in Assicurazioni Generali e, in precedenza, in AXA Assicurazioni.

Come Helvetia in Italia sta vivendo, concretamente, la fusione – tuttora in atto – in ambito Holding e come siete riusciti a tradurre, agli occhi del mercato italiano, questo processo di integrazione come un plus di solidità, presenza e reputazione anche in Italia?

La fusione non rappresenta per noi un semplice passaggio societario, ma una concreta opportunità di crescita per tutti: clienti, intermediari, partner e collaboratori. Si inserisce nel percorso di trasformazione che avevamo già avviato in Italia con il Piano di Creazione di Valore e ci consente oggi di accelerare ulteriormente il nostro sviluppo grazie a una maggiore massa critica, competenze più ampie e una capacità competitiva rafforzata. Allo stesso tempo, ci offre l’opportunità di accedere a centri di eccellenza, competenze e best practice internazionali da mettere al servizio del mercato italiano, come per esempio il know-how del Lussemburgo e Liechtenstein per il mondo Vita. Il vero valore, però, non sta soltanto nella dimensione del nuovo Gruppo, ma nella capacità di combinare forza internazionale e vicinanza al contesto locale. L’Italia resta un mercato strategico e la fusione rafforza la nostra capacità di essere vicini ai nostri intermediari e clienti quando conta, mantenendo intatti quei valori che ci contraddistinguono: qualità delle relazioni, competenza tecnica e prossimità al territorio.

Il Piano Creazione di Valore del Gruppo Helvetia Italia, lanciato contestualmente alla fusione della Holding a dicembre 2025, è un piano articolato ma pragmatico, con obiettivi chiari e misurabili, che nasce da una chiara lettura del mercato e del proprio target di riferimento. Quali le leve strategiche che avete introdotto per la crescita e l’ulteriore valorizzazione del vostro target, nonché per l’individuazione di nuovi prospect?

Il Piano di Creazione di Valore nasce da una scelta molto chiara: non crescere per fare premi, ma crescere dove esistono valore, coerenza strategica e sostenibilità nel lungo periodo. Per questo abbiamo identificato due target prioritari: le famiglie e i clienti retail over 50 da un lato, le piccole e medie imprese dall’altro. Il nostro approccio parte dai bisogni delle persone e delle imprese, non dai prodotti. Vogliamo costruire infatti percorsi di protezione attraverso ascolto, consulenza e personalizzazione, valorizzando il ruolo degli intermediari e investendo in innovazione, qualità del servizio ed eccellenza tecnica. Il tutto sempre considerando come principio chiave la vicinanza, in quanto, come afferma il nostro purpose, vogliamo essere presenti quando conta, oggi e domani.

Abbiamo già completato una prima fase fondamentale del Piano, dedicata al rafforzamento della profittabilità core. Un lavoro che ci ha consentito di recuperare profittabilità nelle diverse linee di business, individuando i principali elementi di erosione del valore e rafforzando i driver che sostengono la crescita. Questo passaggio ci ha permesso di liberare risorse da reinvestire nelle aree strategiche del business e di entrare oggi nella fase di riposizionamento strategico e trasformazione operativa.

In quale direzione state dunque lavorando operativamente?

Ci stiamo impegnando per costruire un’offerta sempre più completa e innovativa di protezione Vita e Danni, rafforzando underwriting, tariffazione, gestione del rischio e dei sinistri e valorizzando i segmenti su cui possiamo esprimere al meglio il nostro posizionamento distintivo. Parallelamente, dati, tecnologia e intelligenza artificiale rappresentano leve fondamentali per comprendere più a fondo i bisogni dei clienti, individuare nuove opportunità e supportare gli intermediari nel loro ruolo consulenziale.
La crescita futura dipenderà, infatti, dalla nostra capacità di costruire relazioni rilevanti, essere presenti nei momenti che contano e mettere gli intermediari nelle condizioni di esprimere al meglio il proprio ruolo consulenziale. È così che immaginiamo una crescita selettiva, profittevole e sostenibile, capace di creare valore per clienti, intermediari, partner e collaboratori.

In merito ai temi CatNat, previdenza complementare e mondo Welfare e alla recente normativa che ne ha perimetrato obbligatorietà e modalità applicative, su quali prodotti state lavorando?

Le recenti evoluzioni normative stanno contribuendo ad ampliare il perimetro della protezione, spingendo le imprese a riflettere in modo più strutturato sui rischi che possono incidere sulla loro stabilità e sul loro sviluppo. Per noi questa rappresenta un’opportunità importante per accompagnare le PMI in una lettura più ampia dei propri bisogni, andando oltre la singola copertura assicurativa e costruendo percorsi di protezione più completi e articolati.
Sul fronte CatNat, ad esempio, il tema non riguarda soltanto la conformità alla normativa. Eventi naturali sempre più frequenti stanno rendendo centrale la capacità delle imprese di ripartire rapidamente e preservare la propria operatività. Per questo abbiamo sviluppato soluzioni come Helvetia Protezione Eventi Naturali, integrata con servizi specialistici grazie alla partnership con Belfor, con l’obiettivo di supportare le aziende non solo nella gestione del danno ma anche nel recupero della piena attività. A questo si affianca una recente revisione tariffaria che punta a rendere la protezione sempre più accessibile.

In ambito previdenza?

Anche in ambito previdenziale stiamo osservando un cambiamento significativo: le imprese sono sempre più consapevoli che il benessere finanziario e la protezione delle persone rappresentano fattori importanti per la competitività e la continuità aziendale. In questa prospettiva si inseriscono Helvetia Team Protetto e Helvetia Infortuni Aziende, soluzioni dedicate alla tutela del capitale umano che consentono di offrire protezione e supporto economico quando eventi imprevisti incidono sulle persone e sulla loro capacità lavorativa. Il nostro obiettivo è affiancare imprese e collaboratori nella costruzione di una pianificazione più serena del futuro, contribuendo al tempo stesso alla stabilità del business.

Approccio che si presenta anche per il “mondo welfare”…

Sì, direi che lo stesso vale per il welfare, che oggi non viene più interpretato come un insieme di benefit separati, ma come uno strumento di gestione del capitale umano e della continuità aziendale. Le nostre soluzioni spaziano dalla tutela dei dipendenti alla protezione delle figure chiave, fino alla gestione degli accantonamenti aziendali, con l’obiettivo di aiutare le imprese a costruire un ecosistema di protezione capace di integrare persone, patrimonio, liquidità e sostenibilità del business.

A questo si affianca il rafforzamento delle Commercial & Specialty Lines e delle soluzioni Tailor Made, pensate per rispondere ai bisogni più evoluti delle imprese quando la protezione richiede un approccio più integrato e personalizzato.

La forza distributiva e la rete come motore di crescita. In un contesto in cui l’AI e la tecnologia efficienta i processi delegando alla macchina molti passaggi della “relazione” compagnia-intermediario/compagnia-utente, Helvetia in Italia ri-sottolinea la centralità di una rete fisica, capillare e multicanale, ripensandola in una chiave assolutamente nuova. Come si valorizza una rete così articolata mantenendo al contempo un’offerta personalizzata, la qualità del servizio e di un approccio consulenziale su segmenti così ampi?

La distribuzione è il motore della crescita profittevole che vogliamo costruire nel mercato italiano. Per questo continuiamo a investire in una rete fisica, capillare e multicanale, convinti che, anche in un contesto sempre più digitale, la qualità della consulenza e della relazione restino un elemento distintivo. La nostra ambizione è essere un partner presente e accessibile, capace di costruire con gli intermediari un rapporto fondato su dialogo continuo, supporto concreto e condivisione degli obiettivi di sviluppo.

Alla base del nostro modello c’è il Patto per la Crescita, che si fonda prima di tutto su un Patto di Fiducia. Per noi le due dimensioni sono inseparabili: la fiducia crea le condizioni per una collaborazione solida e continuativa, mentre la crescita ne rappresenta il risultato concreto. Mettere gli intermediari al centro significa quindi costruire una relazione capace di generare valore reciproco per Compagnia, intermediari e clienti. In questa prospettiva investiamo in supporto commerciale, qualità del servizio, competenze tecniche, strumenti digitali e percorsi di formazione, accompagnando gli intermediari nello sviluppo del loro ruolo consulenziale e aiutandoli a rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni dei clienti.

Come si inserisce la tecnologia in questo rapporto di fiducia così stretta con la Rete e le persone: è, il vostro, un approccio “human in the loop” aumentato…

In questo contesto, la tecnologia diventa uno strumento decisivo per dare concretezza a questo impegno: non sostituisce la relazione, ma la rende più efficace, liberando tempo dalle attività operative e permettendo agli intermediari di concentrarsi maggiormente sull’ascolto, sulla consulenza e sulla costruzione di soluzioni personalizzate. È questa la logica che guida lo sviluppo dei nostri progetti, tra cui Casa Helvetia, il nostro nuovo front-end costruito in stretta collaborazione con gli intermediari: un ambiente pensato per partire dal cliente, e non dal prodotto, grazie a una vista unitaria e integrata che semplifica i processi, riduce la complessità e supporta una gestione più evoluta della relazione.

La vera sfida, però, non è gestire una pluralità di canali distributivi, ma valorizzarne le specificità. Ogni canale esprime competenze e modalità consulenziali differenti. Il nostro ruolo è mettere gli intermediari nelle condizioni di esprimere al meglio il proprio potenziale nei segmenti in cui sono più competenti e specializzati, supportandoli con competenze, strumenti e servizi adeguati. L’obiettivo finale è rendere ogni intermediario sempre più efficace nel proprio ruolo di consulente, mantenendo elevati livelli di personalizzazione, qualità del servizio e vicinanza ai clienti anche su segmenti molto ampi e diversificati.

Cosa significa operativamente per Helvetia in Italia “guadagnare la preferenza” di ogni singolo intermediario? Quali sono gli strumenti più innovativi che state introducendo sulle Reti? Quali sono le condizioni – di prodotto, di processo, di relazione – che rendono Helvetia un partner davvero attrattivo anche per i broker che vogliono crescere con una logica di valore sostenibile?

Per noi essere il Partner of Choice significa diventare una Compagnia con cui costruire un percorso di crescita nel tempo, perché lavorare insieme è semplice, efficace e profittevole. Una preferenza che non si conquista attraverso una singola iniziativa commerciale, ma grazie alla qualità complessiva dell’esperienza che offriamo agli intermediari, fondata su fiducia, competenza, qualità del servizio e coerenza nel tempo. Per trasformare questa ambizione in realtà stiamo intervenendo lungo tutta la catena del valore, con l’obiettivo di rendere il rapporto con la Compagnia sempre più semplice, fluido ed efficace.

Un primo elemento riguarda la qualità dell’offerta. Vogliamo mettere a disposizione degli intermediari soluzioni complete, tecnicamente solide e affidabili nel tempo. In un contesto sempre più complesso, riteniamo che la coerenza tra offerta, capacità assuntiva e sostenibilità tecnica del portafoglio sia una condizione essenziale per accompagnare lo sviluppo del business e costruire relazioni durature.

Un secondo elemento è rappresentato dalla competenza tecnica. Vogliamo essere riconosciuti per la capacità di leggere i rischi con solidità, costruire soluzioni coerenti e affiancare gli intermediari quando la complessità richiede un confronto qualificato. In questa direzione abbiamo avviato un importante percorso di evoluzione dei processi assuntivi, in particolare nel mondo Commercial & Specialty Lines, con l’obiettivo di rendere l’interlocuzione tecnica più fluida, migliorare la qualità delle valutazioni e offrire tempi di risposta sempre più adeguati alle esigenze del mercato. Parallelamente stiamo lavorando a un modello di specializzazione assuntiva che prevede un presidio più focalizzato sui segmenti specialistici e sulle partnership a maggiore potenziale. Nei contesti più rilevanti vogliamo favorire un’interlocuzione più continuativa tra intermediario e struttura tecnica, affinché la competenza si traduca in un supporto concreto e in risposte sempre più puntuali e vicine alle esigenze dei clienti.

Sui sinistri, “verticale” chiave di una Compagnia, avete un approccio specialistico che facilita e ne ottimizza la gestione anche in ambiti complessi…

La gestione dei sinistri rappresenta uno dei momenti più significativi nella valutazione della qualità di una Compagnia. Per questo abbiamo rivisto la nostra organizzazione, passando da una logica territoriale a una struttura specializzata per linee di business, con l’obiettivo di garantire maggiore specializzazione, coerenza nelle valutazioni, rapidità di presa in carico e una gestione più efficace dei sinistri complessi.

Continuiamo inoltre a investire in strumenti che semplificano l’operatività della rete e consentono agli intermediari di dedicare più tempo alla consulenza e allo sviluppo del business. In questa prospettiva si inserisce appunto Casa Helvetia, che da ottobre sarà disponibile per il canale broker.

Guardando in particolare al mondo del brokeraggio, il nostro obiettivo è costruire partnership capaci di generare valore nei segmenti a maggiore contenuto specialistico e consulenziale. Riconosciamo nei broker un interlocutore fondamentale per interpretare l’evoluzione dei rischi e dei bisogni delle imprese. È dall’incontro tra la nostra solidità assicurativa, il know-how del Gruppo Helvetia Baloise e la conoscenza del mercato portata dagli intermediari che nascono le migliori opportunità di sviluppo sostenibile.

Protection gap e riforma previdenziale, giovani e cultura assicurativa. Sono temi che vi stanno particolarmente a cuore: come la nuova normativa può aiutare ad avvicinare i giovani al mondo della protezione e della previdenza?

La nuova normativa sulla previdenza complementare può rappresentare un acceleratore importante, perché contribuisce a rendere il tema della pianificazione del futuro più vicino alla vita delle persone e, in particolare, dei giovani lavoratori. Meccanismi come l’adesione automatica, l’aumento della deducibilità fiscale e una maggiore flessibilità degli strumenti previdenziali rendono infatti la previdenza complementare più accessibile, più concreta e più presente nelle decisioni di lungo periodo. Tuttavia, riteniamo che la vera sfida non sia soltanto normativa. Quando parliamo di protection gap non parliamo solo della differenza tra coperture assicurative disponibili e sottoscritte, quanto di una distanza più profonda tra rischi reali, rischi percepiti e capacità delle persone di pianificare il proprio futuro. In Italia continuiamo a registrare livelli di protezione inferiori rispetto alla media europea: un dato che evidenzia come il tema della previdenza e della protezione debba essere affrontato prima di tutto sotto il profilo culturale.

Per questo crediamo che la protezione non debba partire dalle soluzioni assicurative, ma dalla consapevolezza dei bisogni che tali soluzioni sono chiamate a soddisfare. Le nuove generazioni si trovano oggi ad affrontare un contesto caratterizzato da una maggiore aspettativa di vita, nuove vulnerabilità e crescente complessità economica. Diventa quindi fondamentale aiutarle a comprendere il valore della pianificazione e delle scelte di lungo periodo.

Da anni investite in iniziative di educazione assicurativa e previdenziale: ci racconta il vostro impegno anche nelle scuole?

È un tema cui teniamo molto. Recentemente abbiamo sviluppato “Prenditi il Domani”, un progetto che porta nelle scuole e nelle università il contributo di manager, collaboratori e professionisti del Gruppo Helvetia Italia per accrescere il livello di alfabetizzazione finanziaria e previdenziale dei giovani. All’interno di questo percorso rientra anche Mind the Risk! – Capire per Scegliere, l’iniziativa sviluppata insieme al Gruppo Agenti Helvetia che, attraverso il ruolo dei nostri agenti come ambasciatori della cultura assicurativa sul territorio, aiuta gli studenti a comprendere come il rischio faccia parte della vita quotidiana e come possa essere affrontato in modo più consapevole attraverso prevenzione, responsabilità e protezione.

Accanto all’educazione, riteniamo importante mettere a disposizione strumenti concreti che consentano di trasformare la consapevolezza in pianificazione. È questa la logica che ha guidato la formulazione della nostra offerta previdenziale, con soluzioni come Helvetia Aequa, pensate per rendere la previdenza complementare più accessibile e vicina alle esigenze delle nuove generazioni e delle loro famiglie.

La nuova normativa sulla riforma previdenziale, con particolare riguardo ai giovani e alle nuove assunzioni, può quindi avvicinare le nuove generazioni alla previdenza perché rende questi temi più concreti e accessibili. Ma il vero cambiamento nasce dalla consapevolezza: per questo il nostro obiettivo è contribuire a costruire una generazione capace di leggere il rischio, pianificare il futuro e proteggere ciò che conta davvero.

Negli ultimi anni (dal 2020) il mondo assicurativo sta lavorando molto anche sul fronte delle politiche di gender diversity & inclusion. La percentuale di presenza femminile anche ai livelli esecutivi del comparto testimonia l’attenzione che si sta portando avanti in questa direzione ma attesta anche quanto il suo percorso professionale sia sintesi di competenza, capacità di innovare e attenzione alle persone. Che cosa l’ha guidata, in particolare, nel suo lavoro?

Ciò che mi ha guidata nel mio percorso è, prima di tutto, la passione per il mestiere dell’assicuratore, che considero portatore di uno scopo importante e profondamente concreto: proteggere la vita delle persone dai rischi e aiutarle a guardare al futuro con maggiore serenità. A questa convinzione si sono sempre affiancate l’ambizione e la determinazione nel definire e raggiungere obiettivi sfidanti, insieme alla curiosità di continuare ad apprendere ogni giorno in un settore che evolve rapidamente e richiede competenze sempre nuove.

Un altro elemento essenziale è sempre stato il valore attribuito alle relazioni e alla costruzione di squadre di successo. Credo che i risultati più solidi nascano dalla capacità di valorizzare competenze diverse, creare fiducia e condividere una direzione comune. Sono questi gli elementi che hanno caratterizzato il mio percorso, come persona e come professionista: la volontà di migliorare, la responsabilità verso gli obiettivi e la convinzione che crescita e successo acquistino pieno valore quando vengono costruiti insieme.

Silvia Fazzini – Direttore Il Broker.it

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