Assicurazioni e Tecnologia di Michele Treglia – Il Nuovo Vecchio Broker

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2 ottobre 2017 di ilbroker

Come il vecchio broker si approccia al nuovo mondo tecnologico

Ti è mai capitato di pensare a quanto la tecnologia stia correndo veloce? Probabilmente non sei l’unico ad essersi posto alcune domande su questa questione, ma quello che a questo punto sarebbe importante fare è riuscire a capire come potersi approcciare in maniera efficace a questo cambiamento tecnologico….

Ciao a tutti, mi chiamo Michele Treglia mi occupo di studiare e analizzare la trasformazione tecnologica che sta avvenendo nel mondo assicurativo e questo è il primo articolo che scrivo per la rivista digitale “Il Broker Assicurativo”.

Il cambiamento

Parti dal presupposto che il mondo la fuori sta cambiando, ma non come sei sempre stato abituato a percepire, piuttosto quello che hai visto fino ad oggi non era nient’altro che l’accelerazione iniziale di una macchina che si chiama “progresso” e che ha la caratteristica di spingere sempre più forte, per la precisione facendo riferimento alla Legge di Gordon Moore potremmo paragonare questa spinta alla capacità di calcolo delle macchine, la quale raddoppia ogni 18 mesi e per questo il progresso non è più una retta ma bensì una curva esponenziale.

Tutto questo ha abbracciato adesso anche il mondo assicurativo, il quale ha aperto la porta alle nuove soluzioni tecnologiche che stanno entrando in questa industria in maniera piuttosto interessante…

Nuovi modi per raggiungere i clienti, nuovi modi per gestirli e soprattutto nuovi modelli di business cioè quindi nuove logiche di ragionamento alla base del prodotto che viene offerto sul mercato dall’industria assicurativa.

Sono sempre di più, gli articoli che leggi in rete e che riguardano la risposta al perché molte agenzie siano in crisi. La risposta è senza dubbio vera quando si dice che in molti hanno mantenuto portafogli fortemente sbilanciati sul ramo auto, ma è allo stesso tempo questo è solo uno dei primi campanelli d’allarme per l’industria assicurativa. Ti sei accorto che la fuori molte cose sono cambiate, che è cambiato proprio il modo con il quale le persone si documentano (si sensibilizzano al rischio) e successivamente cercano una copertura assicurativa. Probabilmente è per questo che hai capito che non puoi tirarti indietro dal cambiamento in atto.

Nonostante questo ragionamento però, il problema dell’approccio alla tecnologia ti sembra sempre il solito noioso e macchinoso processo… Forse allora la soluzione sta nel osservare la tecnologia non da un punto di vista “tecnologico” (che già di per se incute preoccupazione), ma piuttosto da un punto di vista più pratico, cioè come un semplice facilitatore dei processi che già stai eseguendo normalmente.

Partire da un ecosistema

Per iniziare ad abbracciare queste nuovo cambiamento, puoi allora osservare l’arrivo di queste nuove tecnologie nel mondo assicurativo, come dei facilitatori del tuo “vecchio” lavoro. Per prenderci dimestichezza potrebbe valere la pena iniziare ad approcciarsi a tutto questo, partendo da un ecosistema semplice e ben definito come può essere quello di Google.

Spesso mi sentirete parlare di Google, ma semplicemente perché ritengo che abbia creato un ecosistema perfetto per i neofiti (Google ha tutto l’interesse a farlo proprio perché se riesce a farti diventare bravo con i suoi strumenti, probabilmente un domani diventerai un suo cliente in qualche modo).

Il vantaggio di iniziare da questo ecosistema è proprio nel fatto che già sei abituato al mondo Google per via delle ricerche e magari della casella di posta, in più hai tutta una serie di strumenti che puoi utilizzare semplicemente anche per le necessità più banali.

Puoi quindi iniziare a capire meglio che cosa è un Cloud utilizzando Google Drive, oppure iniziare a comprendere come fare pubblicità alla tua agenzia creando la tua scheda Google my Business. Il tutto è facile, intuitivo e soprattutto guidato, infatti su youtube troverai un sacco di tutorial (guide) che ti permettono di capire passo passo come muoverti e come funzionano questi strumenti.

Spostarsi

Una volta che ti senti a tuo agio nell’utilizzo dell’ecosistema Google, probabilmente sari tu stesso che ti sposterai fuori alla ricerca di strumenti più adeguati alle tue specifiche esigenze o magari verso nuovi ecosistemi, magari più legati al marketing (Hubspot) o più alla vendita (Salesforce).

Quello che conta è che quando sarai tu a spostarti (sicuramente la curiosità e la voglia di arrivare ti porterà a farlo), sarai consapevole e rodato sull’approccio da portare verso il progresso.

Conclusioni

Se sei arrivato alla fine di questo articolo senza dubbio significa che vuoi fare il primo passo per digitalizzare il tuo business nel mondo delle assicurazioni. Come avrai capito bene, non è affatto vero che si possa esternalizzare tutta la parte legata al digital, continuando a fare il proprio lavoro senza interessarsene direttamente, ma è necessario iniziare a prendere dimestichezza con questi strumenti, magari parallelamente ad un contributo esterno, ma essendo coscienti del fatto che iniziando ad avvicinarsi a questo mondo non solo stiamo seguendo l’industria assicurativa verso il progresso, ma stiamo migliorando la nostra mentalità nei confronti del cambiamento.

 

Una frase che mi sembra in questo caso calzante è:

“Lavora su te stesso più che sul tuo lavoro”

Se ti è piaciuto questo articolo, allora iscriviti alla newsletter della rivista e se vuoi farmi qualche domanda su quello che ho scritto o farmi sapere qualche tema che vorresti approfondire puoi scrivere alla rivista o cercarmi sulla mia pagina linkedin. A presto! Ciao!

 

Pagina linkedin di Michele Treglia

2 thoughts on “Assicurazioni e Tecnologia di Michele Treglia – Il Nuovo Vecchio Broker

  1. Enrico Cinelli ha detto:

    D’accordo, restando fermi si rischia di essere travolti, ma il dubbio è: e se fornire tutti i propri dati a Google fosse un modo di suicidarsi lentamente?

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    • Michele ha detto:

      Ciao Enrico. Ti voglio fare un esempio: pensa a tutti gli small data che lasciamo costantemente in giro (posizioni gps, cctv, connessioni su reti open) e che sono paradossalmente molto più attaccabili rispetto a quelli che ha Google nelle proprie server farm. Spesso ci preoccupiamo di cose che nella realtà sono senza dubbio “allarmanti”, ma ce ne sfuggono delle altre, che forse lo sono di più. In sostanza il tuo dubbio è lecito e va messo sulla bilancia con tutti i benefici che può trarre un assicuratore (neofita digitale) dall’iniziare partendo da un ecosistema come quello di Google. Ed alla fine valutare 🙂 Ciao!

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