5 Febbraio 2015

FACCIAMO CHIAREZZA: II° caso reale: studio associato dottori commercialisti

Attualità

Oggi voglio portare alla vostra attenzione i risultati dell’analisi del conto corrente affidato di uno studio di commercialisti.
Immagino quello che molti di voi staranno pensando, sarà mai possibile che abbiano applicato tassi di interesse da usura proprio a dei commercialisti?
La risposta è sì.
Di seguito riporto le informazioni principali del conto:
– Apertura 07/10/2002 (successivo alla circolare CICR del 09/02/2000).
– Contratti di apertura conto corrente e credito, presenti;
– Gli interessi attivi e passivi sono capitalizzati trimestralmente;
– Il conto presenta la struttura del conto misto dove coesistono diverse linee di credito di seguito riportate:
– Un fido di cassa ordinario a revoca;
– Un fido di cassa straordinario a scadenza;
– Un affidamento per anticipo fatture a revoca.
– Gli estratti conto analizzati vanno dalla data di apertura del conto al 31/12/13.
In questa occasione per illustrare i dati mi avvarrò delle tabelle generate per redigere la perizia anche se in forma sintetica.
Al fine di garantire che i risultati esposti siano corretti eseguo 2 analisi, una definita In linea Banca che ha lo scopo di ricostruire il conto inteso come saldo iniziale e finale, numeri creditori e debitori, competenze e spese così come lo ha sviluppato la banca, l’altra definita In linea capitale ovvero al netto delle competenze, cioè depurata dai costi addebitati dalla Banca.
Di seguito riporto le 2 tabelle in modo che si possano facilmente confrontare.
tabella1
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
tabella2
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il primo dato da confrontare è il saldo al 31/12/2013 che:
– Per la banca ammonta ad € 157,03.
– In linea capitale ad € 18.103,57. L’importo è dato dalla somma del saldo banca a cui vanno aggiunte competenze al netto degli interessi attivi e spese.
Il secondo dato interessante riguarda il saldo medio del periodo 2002-2013:
– Per la banca si tratta di uno scoperto pari ad € 6.242,53
– Mentre in linea capitale è un saldo attivo di € 10.746,73 (per effetto del mancato addebito di competenze e spese).
Altro dato che merita di essere preso in considerazione è il tasso medio dichiarato dalla Banca (inteso come media dei tassi rilevati dagli E/C) ed il tasso medio effettivamente applicato, il primo è pari a 7,4% il secondo 8,586%. È chiaro che la Banca ha applicato tassi difformi e superiori a quelli dichiarati.
Analizzando il dettaglio della scomposizione del TEG in linea capitale è interessante notare che:
– Gli interessi a debito ammontano ad € 6.026,74 ma solo 310,04 derivano effettivamente da interessi mentre 5.716,70 sono il risultato dell’anatocismo. Ciò deriva dal fatto che sul conto vengono presentati effetti in cui la data operazione è il giorno di presentazione dell’effetto mentre la data valuta è il giorno di scadenza dell’effetto. Le due date possono differire anche di diversi mesi e ciò comporta che lo scoperto di conto della banca differisce sia in valore che in giorni rispetto al saldo contabile, portando il tasso effettivo sugli interessi al 166,907%.
– Le commissioni di massimo scoperto incidono per altri 66 punti alla formazione del tasso.
– Le spese trimestrali in % incidono per altri 100 punti.
– Le spese varie (quelle addebitate in E/C e non nelle competenze) valgono altri 163 punti percentuale.
– Il tasso medio applicato al conto è pari al 497% compreso le commissioni di massimo scoperto e del 431% senza.
– Vi sono poi € 4.275,50 rivenienti da competenze altri rapporti (costi legati alla presentazione di effetti) che in questa tabella non vengono considerati nel calcolo del TEG.
Chiudo con la tabella dell’evoluzione del TEG trimestrale effettivo applicato al conto. Mentre l’analisi in linea capitale è basata solo sul saldo dare-avere al netto di competenze e spese e capitalizzato trimestralmente, questo grafico riporta il tasso effettivo applicato rapportando gli oneri al fido accordato.
tabella3
 
 
 
 
 
 
 
È interessante notare come a parte il periodo corrispondente a Giugno 2003 dall’inizio del rapporto fino a Marzo 2010 i tassi applicati siano sempre stati superiori alla sogli usura vigente nel periodo, mentre successivamente si sono sempre mantenuti sotto.
Viene da chiedersi perché in questa tabella vi sono tassi dell’ordine del 30% mentre nell’analisi in linea capitale si sfiora il 500%. La spiegazione sta nel fatto che mentre questo grafico raffronta gli oneri su base trimestrale con il fido accordato, l’analisi in linea capitale tiene conto tra le altre cose di valute e capitalizzazione trimestrale degli oneri (anatocismo).
Quali indicazioni possiamo trarre da questa analisi?
– Che anche persone che pensiamo possano o dovrebbero possedere competenze in materia in realtà potrebbero non averne affatto;
– Anche se hanno competenze non è detto che dispongano degli strumenti (software) per eseguire analisi approfondite;
– Come spesso accade appena arriva l’estratto conto percepisco che sto pagando troppo, ma o mi limito ad andare presso la filiale per fare una lamentela generica sul fatto che secondo me sto pagando troppo, ottenendo un altrettanto generica risposta che i tassi applicati sono quelli riportati e che vedranno se posso fare qualcosa, oppure non faccio assolutamente nulla perché ritengo che le priorità dell’azienda siano altre.
– La Banca ha violato tutti i dettami di Codice Civile, Legge 108/96, T.U.B. ed ogni altra disposizione in materia.
P.S. su questo conto ho eseguito perizia, siamo andati in mediazione con esito negativo perché la Banca non sì è presentata ed ora stiamo predisponendo l’atto di citazione in giudizio.
A presto leggerci, Dott. Graziano Cavallini.