9 Giugno 2026

AIBA: gli intermediari assicurativi esclusi ingiustamente dai contributi pubblici

Authority e Normative

Rimuovere le regole che bloccano la concorrenza e danneggiano le piccole e medie imprese (PMI) della distribuzione assicurativa. È questa la richiesta urgente che AIBA (Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni) torna a inviare alle Istituzioni europee ed italiane, come già fatto nel 2024. La lettera è stata trasmessa insieme ad ACB (Associazione Broker Assicurativi) e SNA (Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione). Le tre Associazioni rappresentano oggi 12.000 iscritti, per un volume di premi assicurativi intermediato di circa 38 Mld di euro.

Nel dettaglio, nella lettera si sottolinea come l’applicazione della normativa dell’Unione Europea relativa agli aiuti di Stato penalizzi fortemente le medie, piccole e microimprese che operano nell’intermediazione assicurativa nel nostro Paese, escludendole da agevolazioni contributive e sovvenzioni sulla base di disposizioni che non tengono conto del principio di proporzionalità, assimilandole di fatto alle Compagnie assicurative e alle Banche.

Una stortura interpretativa: una PMI non è una Compagnia né una banca

Le Associazioni evidenziano che i bandi e le normative italiane per l’erogazione di risorse finanziarie (come contributi a fondo perduto e voucher) spesso escludono gli operatori del settore finanziario e assicurativo (Codice Ateco K). Questa esclusione, derivante dall’applicazione delle norme UE sugli aiuti di Stato, colpisce indistintamente tutte le imprese del comparto, comprese quelle che per dimensioni e caratteristiche avrebbero i requisiti di PMI secondo i criteri europei.

Questa appare con ogni evidenza una stortura interpretativa perché accomuna nella classificazione di attività assicurativa anche realtà imprenditoriali molto diverse tra loro per organizzazione e capacità finanziaria, quale è il caso delle medie, piccole e microrealtà imprenditoriali che svolgono attività di agenzia o brokeraggio assicurativo – e che rappresentano la maggioranza degli Intermediari assicurativi operanti in Italia.

Queste realtà sono quindi escluse dalla possibilità di beneficiare delle sovvenzioni e di altre analoghe misure classificabili in astratto come “aiuto di Stato” a favore del comparto finanziario, a differenza di altre PMI che invece possono averne accesso per il solo fatto di afferire ad altri settori economici.

Un’esclusione che contrasta lo stesso intento dell’UE di supportare la digitalizzazione delle imprese.

L’esclusione appare ancora più illogica in quanto contrasta con lo sforzo del Legislatore europeo di supportare, con misure concrete, il mercato della transizione digitale e la trasformazione di nuovi modelli di business, favorendo la digitalizzazione e l’informatizzazione anche dei servizi assicurativi.

Per queste ragioni, AIBA, insieme alle altre Associazioni, chiede alle Istituzioni di introdurre un approccio modulare che tenga conto delle minori potenzialità economiche di alcuni operatori per consentire alla Categoria degli Intermediari assicurativi qualificabili come PMI di accedere senza impedimenti alle misure di sostegno economico di volta in volta individuate.

“Escludere a priori le nostre piccole e medie imprese dai sostegni economici è un grave errore che blocca la crescita di tutto il settore,” spiega Flavio Sestilli, Presidente di AIBA. “Non si possono trattare allo stesso modo realtà che non hanno la stessa forza finanziaria. Chiediamo alle Istituzioni regole flessibili e un chiarimento urgente, come ha già indicato l’Unione Europea. Le PMI della distribuzione assicurativa devono poter accedere agli aiuti come tutte le altre imprese, soprattutto per poter investire in digitalizzazione e nuovi posti di lavoro.”