Nome, data di nascita, indirizzo mail e postale, numero di previdenza sociale di 80 milioni di americani sono stati rubati il 3 febbraio scorso da pirati informatici penetrati nei data base di Anthem, seconda cassa mutua negli Usa. È l’ultimo di una serie di clamorosi cyber-attacchi che colpiscono aziende e ignari clienti. Stanno crescendo in tutto il mondo.
Negli ultimi sei mesi, sempre negli Usa, sono stati trafugati i numeri di carte di credito di 56 milioni di consumatori tramite l’intrusione nel sito del retailer Home Depot e sono stati compromessi i dati di 76 milioni di clienti della JP Morgan Chase. «I cyber-criminali hanno usato un trojan, virus camuffato da software legittimo, che è riuscito a penetrare nel sistema informatico della banca», dice Marianna Vintiadis, direttore Italia di Kroll (servizi d’investigazione e protezione dati). Così in Europa nel 2014 è stata attaccata Bnp Paribas.
Nell’ultimo trimestre 2014 i McAfee Lab, che ora fanno parte di Intel Security, hanno rilevato 307 minacce informatiche al minuto nel mondo. «Il livello è tale che nessuna organizzazione può combatterlo da sola», dice Raj Samani, direttore tecnologico Emea di Intel Security, che in novembre ha stretto un accordo con il Cyber Crime Center di Europol. Nello stesso mese una vasta operazione congiunta tra Usa e 16 Paesi europei ha permesso di smantellare 410 siti illegali e arrestare 17 persone.
Il rapporto McAfee prevede per il 2015 un sempre più aggressivo spionaggio informatico e una crescita del ransomware (codici maligni per ricattare le vittime) che colpirà anche nel cloud e nel mobile.
Tecniche di difesa
Come difendersi? «La sfida per il consumatore è di scegliere un buon provider e creare una password forte — risponde Samani —. Facendo attenzione soprattutto a usare password diverse su ogni dispositivo di accesso. Nei dispositivi mobili è soprattutto attraverso le app che viene scaricato il malware . Per proteggersi bisogna scegliere solo applicazioni legittime dagli store ufficiali». Gli attacchi a smartphone e tablet crescono a due cifre e il 10 febbraio, giorno dell’Internet Safer Day, Intel Security ha lanciato una campagna per evitare agli utenti mobili di essere vittime del cyber-crime. Come? Modificando le cattive abitudini.
In Italia un terzo dei possessori di smartphone non usa nemmeno un codice Pin. Il 45% permette alle app di accedere ai propri contatti e il 46% alle foto, esponendosi a perdite di informazioni personali. Un utente mobile su dieci, poi, non ha mai fatto un backup dei propri dati dal telefonino.
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Fonte: Corriere Economia
23 Febbraio 2015
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