Con i tagli alla sanità pubblica e le liste d’attesa che si allungano, sono in aumento gli italiani che scelgono di stipulare delle polizze assicurative per tutelarsi sul fronte della salute (basti pensare che secondo dati della Banca d’Italia nel 2013 sono stati ben 1,2 milioni i contratti stipulati, nonostante la copertura del Sistema sanitario nazionale).
Occhio, però, perché non tutti i prodotti sono uguali e occorre leggere con grande attenzione le condizioni contrattuali, valutando aspetti come il periodo di carenza, la franchigia, i costi ed eventuali esclusioni.
Come funzionano. Anche queste polizze, come tutte quelle assicurative in genere, prevedono il pagamento di un premio assicurativo; dall’ammontare di quest’ultimo dipende quello del massimale coperto. Le differenze riguardano inoltre soprattutto le coperture. Alcune coprono infatti il rimborso delle spese mediche (con o senza cure odontoiatriche), i costi per i ricoveri e gli interventi chirurgici a seguito di malattia o ancora offrono indennità giornaliere di ricovero e indennità da invalidità permanente derivante da malattia. Ne consegue che per orientarsi è importante valutare quali sono le proprie abitudini di vita, la composizione del proprio nucleo familiare, le proprie esigenze e il proprio budget, oltre alle caratteristiche della polizza.
A cosa fare attenzione. Il primo consiglio è in particolare di leggere con grande attenzione le condizioni contrattuali, valutando aspetti come il periodo di carenza, la franchigia, i costi ed eventuali esclusioni. Sul fronte dei costi, ad esempio, va tenuto conto che le più economiche sono quelle che prevedono le indennità giornaliere per ricovero. Mentre per i pacchetti di copertura completa si possono spendere sui 600-700 euro l’anno a livello individuale.
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Fonte: Italia Oggi
2 Febbraio 2015
Polizze sanitarie in chiaro
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