Eccoci nuovamente a raccontare delle banche, dell’anatocismo, dell’usura e cercare di fare chiarezza.
Oggi (19/12/2014) è arrivato un regalo inaspettato per me ma soprattutto per i miei clienti. La Banca che ad Aprile 2014 aveva messo il conto a sofferenza per € 15.350 ha chiamato l’avvocato per informarlo che sono disposti a chiudere la posizione a Zero. In altre parole chiedono se i clienti accettano di chiudere in via stragiudiziale, la Banca rinuncia al suo credito a condizione che i clienti rinuncino alla loro richiesta nei confronti della Banca.
Il fatto è curioso perché meno di un mese fa erano stati chiamati in mediazione dopo il tentativo di transazione andato a vuoto ed ora avanzano una proposta transattiva.
I fatti, ad inizio 2014 si rivolgono a me i 2 soci di un’azienda che commercializza bevande, per analizzare il conto con affidamento che intrattengono con una Banca di livello nazionale. Trattasi di azienda composta dei soli 2 soci, questo per chiarire che non si tratta di grossista che rifornisce bar, ristoranti o alberghi e che quindi non ha fatturati di milioni di euro, ma di un’azienda che lavora solo con privati.
Mentre stanno faticosamente cercando gli ultimi documenti, la Banca decide di chiudere il conto e di metterlo a sofferenza (Aprile). Ad inizio Maggio comunica che ha ceduto il credito ad una società di recupero (di proprietà della stessa Banca).
Decidono quindi di procedere con la perizia da cui risulta (riporto il passaggio in perizia):
Il sottoscritto consulente, CTP Graziano CAVALLINI, in relazione al rapporto di conto corrente n. 08………..3 intrattenuto con la Banca ……………, per il periodo esaminato dal 11/12/2002 al 14/04/2014, tenuto conto degli estratti conto analizzati, e di tutti gli altri elementi evidenziati nella presente relazione, ha accertato che:
ACCERTATA USURARIETA’ E SANZIONE EX ART. 1815, COMMA II C.C.:
disapplicando la c.m.s. e gli oneri non regolarmente convenuti nonché tutte le competenze addebitate in conto, la Società …………….. risulta CREDITRICE della somma di € 26.507,75 contro il saldo debitore di € 15.350,49, indicato dalla Banca alla data del 14/04/2014.
Questa è la tabella riepilogativa dei risultati:

La perizia viene ultimata a fine Luglio, l’avvocato invia comunque una raccomandata alla Banca informandola degli esiti della perizia ma senza ottenere risposta, anzi a fine Settembre la società di recupero crediti contatta direttamente i clienti per proporgli una transazione a saldo e stralcio pari al 50% del credito. I clienti dopo vari tentennamenti decidono di non accettare e comunicano alla società che non intendono aderire alla loro proposta.
Nel frattempo l’avvocato presenta domanda di mediazione e l’organo conciliatore scelto (Camera di Commercio) fissa la data a metà Novembre. L’epilogo lo conoscete già.
I clienti hanno accettato la proposta della Banca perché è vero che rinunciano ad oltre 26.000 euro di credito, ma c’è il rischio che in giudizio il giudice non consideri le Commissioni di Massimo Scoperto nel calcolo del TEG (Tasso Effettivo Globale) con l’effetto che in diversi trimestri non si verifichi più il superamento della soglia usura con conseguente riduzione del recupero a poche migliaia di euro, inoltre l’effetto dell’anatocismo da solo pesa per oltre 22.000 euro e per i contratti aperti dopo il 2000 è ammesso se il cliente l’ha accetto nel contratto1 e con il rischio di vedersi compensare le spese almeno in parte perché la domanda verrebbe accolta solo in parte.
1 I clienti non sono stati in grado di fornirmi copia del contratto ma se la Banca vuole transare è probabile che neanche lei lo abbia. Se la Banca non è in grado di presentare il contratto in giudizio è come non fosse mai esistito e con esso gli effetti prodotti (interessi, commissioni e spese) perciò non potrebbe pretendere il credito che dice di vantare. Il rischio per il cliente è che se la Banca è in grado di presentarlo i calcoli dovrebbero essere rivisti in base alle condizioni riportate sullo stesso, il che significa che il credito vantato nei confronti della Banca potrebbe ridursi fino ad azzerarsi.
Buone Feste
Ci rivediamo a metà Gennaio 2015.
Graziano Cavallini.
2 Gennaio 2015
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