22 Settembre 2026

Conti deposito: rendimenti in aumento fino a +0,50% dopo annunci BCE

Finanza

L’aumento dei tassi dalla BCE rappresenta una brutta notizia per chi ha un mutuo variabile, di contro ha un impatto positivo sui rendimenti dei conti deposito. Secondo l’analisi di Facile.it, dopo l’incremento dei tassi di giugno, alcune banche hanno iniziato ad alzare i rendimenti dei nuovi conti deposito; il rendimento medio per i conti vincolati a 12 mesi è salito di 30 punti base, mentre per quelli con vincolo a cinque anni addirittura di oltre 50 punti base. In crescita anche i tassi medi offerti per i conti non vincolati, che hanno registrato un aumento di quasi 50 punti base.

Guardando alle migliori offerte disponibili oggi online, i tassi dei conti deposito arrivano al 3,90% per i vincolati a 5 anni, al 3,50% per quelli a 1 anno e 3,00% per quelli svincolati.

«L’aumento dei tassi di interesse e quello dei rendimenti dei titoli di stato stanno spingendo gli istituti di credito ad alzare i rendimenti offerti per i conti deposito. Ad oggi le migliori offerte arrivano fino al 3,90%, e ci aspettiamo che sempre più istituti di credito adeguino la loro offerta all’andamento di mercato», spiegano gli esperti di Facile.it. «Con indici su questi livelli, il conto deposito torna ad essere uno strumento competitivo per investire, in sicurezza, i propri risparmi».

Questa la situazione in Italia, ma cosa accade nel resto d’Europa? Per rispondere alla domanda Facile.it ha analizzato i rendimenti in alcuni dei principali Stati del Vecchio Continente evidenziando come il nostro Paese sia una delle aree dove le banche sono più generose.

I rendimenti in Europa

Per l’analisi Facile.it ha preso in esame gli ultimi dati ufficiali di Eurostat, aggiornati a luglio 2026, relativi ai rendimenti dei conti deposito con vincolo superiore a due anni.

L’Italia, con un tasso medio annuo lordo pari al 2,84%, si posiziona sopra la media europea (2,57%) e conquista la quarta posizione nella graduatoria. Fanno meglio dell’Italia solo i Paesi baltici che occupano le prime tre posizioni: la Lituania, dove l’indice medio è arrivato al 3,34%, l’Estonia (3,08%) e la Lettonia (2,99%). Alle spalle dell’Italia si posizionano – a pari merito – i Paesi Bassi e la Slovacchia, dove le banche hanno corrisposto ai risparmiatori un tasso medio lordo pari al 2,75%.

I tassi medi rilevati in Italia sono più alti rispetto a tutti gli altri grandi Stati del Vecchio Continente; in Francia, ad esempio, il rendimento lordo è stato pari al 2,73%, in Germania al 2,70%, mentre in Irlanda si è fermato al 2,05%. Tra i Paesi con i rendimenti meno generosi del continente ci sono la Spagna (1,62%) e la Croazia (0,96%).

Sul fronte dei conti correnti, invece, i rendimenti offerti alla clientela continuano a restare bassi in tutta Europa. In media, il tasso lordo rilevato a luglio 2026 era pari allo 0,28% annuo, con una forchetta compresa tra lo 0,6% del Lussemburgo e tassi prossimi allo zero in Paesi come Grecia, Portogallo e Croazia. In Italia il rendimento medio lordo sui conti correnti è stato pari allo 0,19%.

«Sebbene il conto corrente nasca come strumento per gestire liquidità e spese correnti, non per mettere a reddito i propri risparmi, il consiglio è quello di confrontare le offerte delle diverse banche perché non mancano istituti di credito, soprattutto online, che offrono una remunerazione interessante, con tassi che in alcuni casi possono arrivare fino al 4% lordo annuo, battendo addirittura i migliori conti deposito», spiegano gli esperti di Facile.it.