Da MILANO FINANZA di venerdì 23 Maggio 2014
L’assistenza sanitaria integrativa oggi può esprimere finalmente quel ruolo di supporto e integrazione al Sistema Sanitario nazionale per cui è nata. Gli italiani, interpellati da Eurisko per Assidim, associazione leader in questo campo, sono ormai sicuri: si tratta del benefit più importante che si possa ricevere dalla propria azienda (secondo il 65% degli intervistati), superiore all’auto (con il 22%), alle convenzioni con esercizi commerciali (6%) o al cellulare (4%). Ma il quadro non è positivo. Se l’84% di coloro che non usufruiscono di assistenza integrativa vorrebbe adottare i servizi a essa connessi, resta basso il numero dei lavoratori che ne beneficiano: solo il 15%.
L’assistenza integrativa ha quindi delle potenzialità soprattutto in un periodo storico nel quale le certezze vengono meno: ben il 77% degli intervistati – pur con un diverso livello di convinzione – crede che il diritto alla cura non sarà garantito nei prossimi anni a causa della crisi. Anche la conoscenza delle modalità di erogazione dei servizi è particolarmente bassa: per esempio, nonostante il 75% degli interpellati abbia dichiarato di conoscerne l’esistenza, il 60% degli intervistati non sa che la copertura integrativa può essere sottoscritta dall’azienda.
Da parte quindi degli operatori del settore – casse, fondi, società di mutuo soccorso – sono necessarie due azioni: informazione e formazione nei confronti dei responsabili del personale delle aziende per comunicare nel modo più corretto i benefici ai propri lavoratori, e una maggiore collaborazione. Qui si apre anche un fronte legato a un salto di qualità sul tema della prevenzione da parte delle autorità sanitarie. In tal senso l’assistenza integrativa può giocare pienamente il ruolo di supporto al Ssn.
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23 Maggio 2014
Perché l'assistenza sanitaria integrativa è ancora una chimera per tanti italiani
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