13 Luglio 2026

Nuovi dati Geotab: il traffico in Europa costa alle flotte milioni di euro in carburante sprecato

Risk&Capital

Un recente report di Geotab, leader globale nelle soluzioni per i veicoli connessi e la gestione degli asset, ha rivelato che nel 2025 oltre 1,58 milioni di litri di carburante sono stati consumati dai veicoli connessi di Geotab rimasti fermi nel traffico nelle principali capitali europee. Tra i mezzi analizzati, lo spreco di carburante dovuto alle soste a motore acceso ha raggiunto un valore pari a 2,6 milioni di Euro nell’arco di dodici mesi.

I risultati fanno parte dell’indice di efficienza del trasporto merci urbano in Europa di Geotab, che ha analizzato un intero anno di dati provenienti dai veicoli connessi in sette capitali europee: Berlino, Amsterdam, Dublino, Roma, Parigi, Londra e Madrid.

Il valore economico stimato riflette i prezzi medi del carburante in Europa nel 2025. Da allora, nella prima metà del 2026 il prezzo del diesel è salito oltre i 2€ al litro, con un aumento del 30% dovuto all’instabilità geopolitica in Medio Oriente. A parità di litri di carburante, quindi, quest’anno le soste a motore acceso sarebbero già costate circa 3,6 milioni di Euro.

Le città a confronto

Nelle sette città analizzate, il rapporto tra efficienza dei consumi e congestione del traffico varia notevolmente a seconda di come si muove la circolazione, non solo in base alla quantità di traffico. La città più congestionata, infatti, non è necessariamente quella che comporta i maggiori costi per le flotte.

Roma è la città con il risultato più sorprendente. Nonostante abbia registrato il punteggio peggiore in termini di congestione tra le città analizzate, vanta il più alto grado di efficienza negli spostamenti. Sulle strade romane, infatti, i veicoli avanzano lentamente ma in modo costante, anziché fermarsi e ripartire di continuo: di conseguenza, da fermi i mezzi pesanti consumano solo il 2,8% del carburante totale (la percentuale più bassa dell’intero studio), a dimostrazione che lentezza negli spostamenti non significa necessariamente inefficienza. I veicoli per il trasporto dei passeggeri seguono lo stesso schema: con il motore al minimo, è stato consumato solo il 7,9% del carburante totale (uno dei valori più bassi rilevati dallo studio).

Anche Madrid presenta un risultato sorprendente sul fronte dei consumi e, anche qui, il carburante consumato dai mezzi pesanti durante le soste a motore acceso è appena del 2,8%. Come a Roma, il traffico nella capitale spagnola si muove lentamente ma in modo continuo: la differenza è che a Madrid la congestione tende a persistere e raramente diminuisce. Le fasce orarie in cui il traffico è minore sono limitate e poco frequenti nel corso della giornata; di conseguenza, gli operatori delle flotte dispongono di margini di pianificazione ridotti per limitare l’impatto del traffico sulle proprie attività.

Berlino, che si posiziona al primo posto nell’indice con un punteggio di 61, registra uno spreco di carburante dei mezzi pesanti dovuto alle soste a motore acceso pari all’8,5% del consumo totale. La sua rete stradale policentrica consente al traffico di distribuirsi all’interno della città, limitando fermate e ripartenze continue che porterebbero a un aumento dei consumi.

Amsterdam, seconda nella classifica generale, presenta una percentuale di spreco di carburante dovuto alle soste a motore acceso inferiore per le auto (10,5% del totale) rispetto ai mezzi pesanti (12,5%), grazie alla sua struttura urbana concentrata e a una gestione ottimizzata dei semafori che consente ai veicoli di procedere in modo più fluido su tragitti mediamente più brevi.

Dublino, terza nella classifica generale con un punteggio di 49, mostra uno scenario differente. Nonostante un livello complessivo di congestione moderato, i veicoli per il trasporto di passeggeri sprecano il 12,9% di carburante durante le soste a motore acceso, uno dei valori più elevati registrati nel report. La rete stradale principale della città, che porta a fermate e ripartenze continue, genera infatti lunghi periodi di inattività, anziché un flusso di circolazione più regolare che in altre città contribuisce a ridurre i consumi.

A Parigi i tempi di percorrenza sono molto prevedibili, ma i veicoli commerciali sprecano quasi 1 litro di carburante su 5 restando fermi, registrando il più alto tasso di consumo dovuto alle soste a motore acceso di tutte le città analizzate.

Londra rappresenta il contesto operativo più complesso in termini di efficienza dei consumi. Al sesto posto nella classifica, il traffico di Londra è caratterizzato da fermate e ripartenze continue che impediscono ai motori di raggiungere la temperatura di esercizio ottimale. A questo si aggiunge l’imprevedibilità della circolazione, che aggrava ulteriormente il problema. Londra ha infatti registrato il più elevato consumo di carburante da parte delle auto di tutte le città analizzate, con 15,60 litri ogni 100 chilometri, un valore quasi due volte e mezzo superiore a quello di Parigi, che si attesta sui 6,51 litri per 100 chilometri.

“La congestione è da sempre misurata in termini di tempo: quanto durano gli spostamenti, quanto sono trafficate le strade e in che modo i ritardi incidono sulle attività. Questa analisi dimostra, però, che esiste un ulteriore livello di costo, meno evidente”, ha dichiarato Franco Viganò, Associate Vice President EMEA di Geotab“Quando i veicoli rimangono fermi con il motore acceso, consumano carburante e le flotte stanno di fatto sprecando denaro: i nostri dati mostrano che questo comporta costi per milioni di euro. Ogni litro sprecato in questi contesti comporta poi anche un costo in termini di emissioni. Oltre al tempo perso, la congestione genera un impatto sia economico, sia ambientale: per le flotte, avere una chiara visibilità su questi fenomeni significa poter gestire al meglio le sfide che comportano”. 

Il report completo è disponibile qui.