Raccolta premi complessiva di 3.493 milioni di euro (-17,4% rispetto al 30 settembre 2015) alla quale concorrono i premi danni con 1.382 milioni di euro (- 2,9%) e i premi vita con 2.100 milioni (-24,9%). Il combined ratio è pari a 93,2%.L’utile netto consolidato al terzo trimestre è pari a 56 milioni, l’utile netto di Gruppo è pari a 45 milioni.
L’indice Solvency II, calcolato con la Standard Formula, è pari a 1,75 volte il minimo regolamentare.
La rete agenziale a fine settembre 2016 contava 1.510 agenzie e gli sportelli di istituti bancari che collocano prodotti del Gruppo al 30 settembre 2016 erano 5.683.
Il Presidente di Cattolica Assicurazioni, Paolo Bedoni, ha dichiarato: “Il Gruppo Cattolica si avvia a concludere con un buon risultato un anno ancora difficile per l’economia italiana, finalmente uscita dal lungo periodo di recessione, ma la cui ripresa stenta a decollare per il perdurare di criticità strutturali che si riflettono sulla competitività e sulla propensione agli investimenti del sistema imprenditoriale. In questo quadro Cattolica ha scelto di puntare con decisione ad un approccio dinamico innovando e qualificando la sua proposta assicurativa soprattutto in aree di business in cui meglio può esprimere la sua capacità competitiva, anche grazie ad importanti rapporti di partnership nel frattempo realizzati. Cattolica è in condizione di affrontare le nuove sfide di mercato con il necessario respiro strategico e con la forza che le deriva dalla sua solidità patrimoniale e finanziaria”.
L’Amministratore Delegato di Cattolica Assicurazioni, Giovan Battista Mazzucchelli, ha dichiarato: “I dati del terzo trimestre segnano il ritorno alla redditività ordinaria rispetto alla semestrale su cui incideva il grosso delle svalutazioni bancarie. Al 30 settembre l’utile netto consolidato risulta di 56 milioni di euro. In un quadro di auspicabile stabilità finanziaria e di ripresa, per quanto contenuta, dell’economia italiana si può prevedere per fine anno il raggiungimento di un dato complessivo di bilancio che potrà consentire di mantenere l’atteso livello di remunerazione per soci ed azionisti. La solidità patrimoniale e finanziaria e le azioni messe in atto con il piano industriale per rafforzare la capacità competitiva mettono il Gruppo in condizione di riprendere il percorso di crescita in un comparto assicurativo rallentato dalla diminuzione, seppur in fase di attenuazione, del premio medio dell’auto e dal perdurare di una situazione di bassi tassi di interesse che limitano la redditività degli investimenti finanziari e rendono problematico uno sviluppo accentuato del vita”.La redazione










