Una regione italiana di medie dimensioni – 22.000 posti letto – può prevedere di spendere ogni anno circa 294 milioni di euro per sinistri di responsabilità civile sanitaria. In uno scenario sfavorevole su venti, quel conto sale a 381 milioni: oltre il 30% in più del valore atteso. È il numero che spiega perché il decreto attuativo della Legge Gelli (D.M. 232/2023) sta diventando uno dei dossier più sottovalutati della governance sanitaria italiana. L’analisi attuariale è stata presentata dal prof. Nino Savelli, professore ordinario presso la Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, al convegno organizzato il 13 maggio a Milano dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e da AmTrust Assicurazioni.
Fino al 2023, una struttura sanitaria poteva scegliere se assicurarsi o trattenere il rischio in proprio sulla base di valutazioni essenzialmente amministrative. Il decreto del dicembre 2023 ha cambiato le regole: ogni scelta – assicurazione totale, parziale o autoritenzione – deve risultare da una delibera dei vertici motivata anche quantitativamente. Significa che CdA e direzioni generali devono dimostrare con numeri attuariali perché stanno trattenendo o cedendo il rischio. La sufficienza degli accantonamenti per sinistri va certificata da un revisore legale o dal collegio sindacale, e la maggior parte delle strutture non è oggi attrezzata per farlo.
Per il settore assicurativo, l’ingresso di modelli quantitativi nelle strutture sanitarie cambia il rapporto di forza in fase di gara. Oggi gli ospedali negoziano premi senza poter fare challenge tecnico ai pricing delle compagnie; modelli interni permetteranno un confronto più equilibrato, e, secondo i broker intervenuti al convegno, potranno far emergere soluzioni miste (autoritenzione parziale, layer di copertura differenziati per fascia di sinistro) oggi poco esplorate. Per i risk manager clinici, la novità è che il rischio non è più solo una variabile sanitaria, ma diventa una posta di bilancio quantificata, da gestire in dialogo stretto con la funzione attuariale.
“La gestione del rischio in ambito sanitario – ha commentato Matteo Baviello, CEO di AmTrust Assicurazioni – non è più un tema solo clinico, né solo assicurativo. È diventato un tema di sostenibilità del sistema, che richiede competenze attuariali, giuridiche e organizzative messe in dialogo. Questo convegno, e più in generale l’accordo quadro con l’Università Cattolica, porta con sé proprio questo obiettivo: portare nelle strutture sanitarie italiane gli strumenti quantitativi sollecitati dal nuovo quadro normativo.”
“Gli interventi normativi degli ultimi anni in materia di responsabilità sanitaria – osserva il professor Giovanni Petrella, preside della Facoltà di Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – hanno ricadute che vanno ben oltre i modelli assicurativi: toccano la governance stessa delle strutture, pubbliche e private. Sono questioni che non riguardano solo i giuristi, ma chiamano in causa attuari, risk manager e l’intera filiera delle competenze del settore. Il convegno con AmTrust nasce per tradurre concretamente questa interdisciplinarità in stimoli, idee e visioni utili al sistema sanitario.”
La professoressa Raffaella Muroni, Ordinaria di Diritto processuale civile nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha contribuito a organizzare questo convegno, a sua volta ha precisato: “Le tavole rotonde che si sono alternate in questa giornata hanno confermato che la tutela del paziente e l’efficienza del sistema sanitario sono obiettivi che anche le compagnie assicurative operanti in questo settore hanno interesse a presidiare, in un’ottica non solo di copertura del rischio ma ancor prima di prevenzione.
Il convegno e la partnership Università Cattolica del Sacro Cuore-AmTrust
Il convegno “Le nuove sfide imposte dalla normativa nella R.C. Sanitaria: evoluzione giuridica e modelli quantitativi di risk management” si inserisce nell’accordo quadro, volto a promuovere progetti congiunti nel campo della formazione, della ricerca scientifica e dell’innovazione, siglato nel luglio 2025 fra Università Cattolica del Sacro Cuore e AmTrust Assicurazioni. La giornata ha riunito risk manager di strutture pubbliche e private (AUSL Toscana Centro, Policlinico Gemelli, Gruppo Kos, Regione Lazio), broker (Marsh, Aon, Willis Towers Watson, Howden, Mag, Consulbrokers), giuristi e magistratura, con interventi, tra gli altri, anche del dott. Federico Gelli – promotore della Legge 24/2017 – e del co-direttore generale ANIA Umberto Guidoni sui profili di sostenibilità del mercato assicurativo dopo il D.M. 232.









