1 Giugno 2026

Cesia (Cgpa Europe): intermediari assicurativi e rc professionale, il punto nel decennale del Centro Studi

Distribuzione e Consulenza

Gli ultimi dieci hanno hanno visto l’aumento del numero dei sinistri legati a consulenza, obblighi informativi e quelli dovuti a comportamenti fraudolenti da parte di collaboratori degli intermediari. Dall’altro è cresciuto il peso economico delle richieste di risarcimento e si è rafforzata la necessità di nuovi strumenti di prevenzione e controllo.

La decima edizione dell’Annual report del Cesia (Centro studi sulla intermediazione assicurativa degli intermediari promosso da Cgpa Europe nel 2016), presentato lo scorso 21 maggio a Roma, ha fatto il punto sul comparto e delineato due tendenze che emergono dall’analisi dei sinistri denunciati dagli intermediari assicurativi: 

  • da un lato, il consolidamento dell’incremento dei sinistri riconducibili a presunti difetti di consiglio, consulenza e obblighi informativi rispetto a quelli derivanti da errori amministrativi e gestionali;
  • dall’altro, il mantenimento di livelli particolarmente rilevanti — soprattutto sotto il profilo economico — dei sinistri causati da comportamenti fraudolenti dei collaboratori degli intermediari, in particolare degli iscritti alla sezione E del RUI, ai danni di clienti e imprese assicurative.

Difetto di consiglio/consulenza e obblighi informativi

La principale causa di sinistro continua a essere rappresentata dal difetto di consiglio, consulenza e informazione, fenomeno attribuibile in particolare a:

•       il crescente ruolo centrale degli intermediari nell’attività distributiva, con conseguente aumento delle responsabilità;
•       il rafforzamento delle tutele normative a favore dei clienti;
•       una maggiore consapevolezza degli assicurati rispetto agli obblighi gravanti sugli intermediari;
•       la crescente complessità dei rischi, della loro evoluzione e dei prodotti assicurativi;
•       criticità nella tracciabilità della relazione tra intermediario e cliente.

L’aumento di questa tipologia di sinistri rende necessario un rafforzamento delle attività di prevenzione, attraverso: il monitoraggio dei comportamenti maggiormente esposti al rischio, la conformità nelle modalità di erogazione della consulenza professionale, l’analisi della normativa e degli orientamenti giurisprudenziali, nonché una più efficace tracciabilità della relazione con il cliente.


Truffe dei collaboratori: le ragioni della crescita

Particolare attenzione meritano i sinistri derivanti dalle truffe poste in essere dai collaboratori degli intermediari ai danni di clienti e compagnie assicurative.

Al 31 dicembre 2016, tali sinistri rappresentavano il 17,65% del totale per numero e il 22,50% per valore economico. Dieci anni dopo, tali percentuali sono salite rispettivamente al 21,50% e al 28,90%, arrivando a sfiorare un terzo del totale complessivo.

Tra i principali fattori che alimentano il fenomeno si evidenziano:

•       l’elevato numero di collaboratori presenti in Italia, il più alto a livello europeo;
•       l’insufficienza dei presidi organizzativi e gestionali, sia da parte degli intermediari sia delle imprese assicurative, che limita l’efficacia dei controlli sulle attività dei collaboratori;
•       la diffusione dei fenomeni di riciclaggio, che favoriscono la circolazione del contante e incrementano i casi di appropriazione indebita;
•       la crescente falsificazione della documentazione assicurativa mediante strumenti tecnologici.


In tema di responsabilità per le truffe commesse dai collaboratori degli intermediari, assume particolare rilievo una recente pronuncia della Corte di Cassazione (16 marzo 2026, n. 5911), che ha riconosciuto la responsabilità solidale delle compagnie assicurative insieme all’intermediario per gli illeciti commessi dal subagente.

L’analisi sottolinea come “gli illeciti riconducibili ai subagenti evidenziano, oltre all’urgenza di un aggiornamento della disciplina di settore, come il comparto assicurativo non abbia ancora raggiunto livelli di controllo comparabili a quelli adottati nell’industria dei servizi finanziari personali. Ne deriva la necessità di intervenire sul governo e sull’organizzazione delle reti secondarie, coinvolgendo anche le compagnie mandanti, alla luce del recente orientamento giurisprudenziale”.

I principi operativi della prevenzione

Prevenire anziché gestire ex post”: è questo il principio che, dal 2013 — anno dell’ingresso in Italia — guida la missione di CGPA Europe, impegnata nel supportare gli intermediari nella comprensione del proprio profilo di rischio e nella prevenzione attraverso la formazione. In questo percorso, il CESIA ha svolto un ruolo significativo.


Nel corso degli anni, il programma formativo di CGPA Europe, caratterizzato da un forte approccio operativo, si è evoluto per rispondere ai cambiamenti del mercato e accrescere la consapevolezza degli intermediari.

Si sono così consolidati alcuni principi fondamentali della prevenzione:
•       analisi dei comportamenti a maggiore esposizione al rischio;
•       conformità e adeguatezza nell’erogazione dell’attività di consulenza professionale;
•       monitoraggio della normativa e degli orientamenti giurisprudenziali;
•       adozione di strumenti di tracciabilità, attraverso la formalizzazione scritta — anche mediante supporti digitali — dell’attività di consulenza resa al cliente, così da
documentare l’offerta proposta e conservare evidenza dell’attività professionale svolta.


Questo approccio consentirà, nel tempo, di dimostrare l’adeguatezza del consiglio fornito al cliente.

Con riferimento alla prevenzione dei rischi connessi alle reti secondarie, CGPA Europe ha inoltre avviato un ulteriore programma d’intervento che, oltre alla formazione, punta a
coinvolgere direttamente le imprese mandanti
— anche attraverso le associazioni degli intermediari assicurati — nella definizione di sistemi condivisi di controllo e verifica preventiva sulle reti secondarie.

L’obiettivo è sviluppare strumenti basati su specifici indicatori di rischio, in grado di intercettare tempestivamente possibili comportamenti fraudolenti, riducendone l’incidenza o prevenendone la realizzazione.

@RIPRODUZIONE RISERVATA