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22 Ottobre 2026

Risparmio, 1 italiano su 2 cambierebbe città dopo la pensione: il 23% teme di non potersi permettere il costo della vita

Risparmio e previdenza

Un italiano su due (48%) si dice disposto a trasferirsi in un’altra città o regione del Paese una volta raggiunta la pensione. Se per il 25% il motivo prevalente è la ricerca di una migliore qualità della vita, una quota non dissimile – il 23%, 1 su 4 – lo farebbe per una questione economica, ricercando una località con costi più sostenibili, a causa della prospettiva di un assegno pensionistico non sufficiente. Lo evidenzia la nuova ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni.

Il futuro previdenziale, nel complesso, preoccupa quasi 8 italiani su 10, ma sono in molti a non aver ancora attuato alcuna strategia di risposta, e se un 38% dichiara di aver effettivamente provato a valutare soluzioni per renderlo più solido, senza però poi attuarle nella pratica, un altro 30% afferma invece di non averci mai pensato.

A incidere sulla capacità di pianificare il futuro contribuisce in modo considerevole una scarsa conoscenza dei temi previdenziali. Solo il 17% degli intervistati, infatti, dice di essere al corrente delle novità in materia pensionistica, e se la pensione è un argomento di confronto in famiglia per molti italiani, più di uno su quattro (29%) ammette di non avere le competenze poi per decidere il da farsi.

Ma chi potrebbe favorire una maggiore consapevolezza previdenziale? Per il 33% un ruolo di primo piano può essere svolto innanzitutto dalle istituzioni, seguono le banche e le compagnie assicurative per il loro ruolo di consulenza verso la clientela (18%) e la stessa famiglia (12%).

Per rendere più sicura la propria condizione economica in vista della vecchiaia, gli italiani guardano principalmente alle soluzioni assicurative pensionistiche e per il risparmio (33%) e ai fondi pensione (20%). Seguono gli investimenti sul mercato finanziario (7%) e, sorprendentemente, anche i conti deposito (9%).

“I dati mostrano una distanza ancora significativa tra la preoccupazione per il proprio futuro pensionistico e la capacità di tradurla in scelte concrete. Per questo è importante rafforzare la cultura previdenziale e mettere le persone nelle condizioni di conoscere gli strumenti a disposizione e valutarli per tempo in funzione delle proprie esigenze – dichiara Emiliano De Salazar, Direttore Vita di Sara Vita – Quando scelgono una forma di risparmio in questo contesto, gli italiani indicano come principale elemento di valutazione la sicurezza (30%), seguita dai vantaggi fiscali (24%) e dalla prospettiva di un rendimento nel lungo periodo superiore alla rivalutazione del TFR (19%). In questo contesto, le soluzioni assicurative previdenziali come Libero Domani di Sara Vita possono rappresentare uno strumento utile per costruire nel tempo un maggior supporto economico per la fase successiva alla vita lavorativa, con modalità flessibili e personalizzabili.”