31 Marzo 2026

Liverani (Ania): “Scadenza proroga CatNat: solo il 15% delle aziende è al momento coperto”

Property & Casualty

Scade oggi l’ultima proroga concessa alle imprese per l’obbligo di assicurarsi contro le catastrofi naturali, un provvedimento inserito in Legge di bilancio 2024 ma che ha visto slittare la sua completa attuazione per oltre un anno. Per Giovanni Liverani, presidente di Ania, questo periodo tra l’introduzione della legge e l’entrata effettiva in vigore su tutte le categorie ha inciso notevolmente sulla efficacia di una legge giusta, coraggiosa e importante per il nostro Paese.

«L’Italia è un territorio esposto alle catastrofi, ma solo il 15% scarso delle aziende è al momento coperto. La situazione andrebbe comunicata meglio perché le imprese devono rendersi conto che se non si assicurano, andranno incontro a conseguenze. Non ci sono sanzioni di carattere penale o di carattere amministrativo significative, però ci sono significativi svantaggi nell’applicazione di tutta una serie di incentivi che le imprese non assicurate non potranno ottenere».

Con conseguenze anche peggiori: «Nel caso in cui si verifichi una catastrofe naturale, i risarcimenti dello Stato saranno subordinati alla presentazione della polizza assicurativa», spiega Liverani, «Le imprese andrebbero rese consapevoli dell’enorme rischio che stanno correndo nel momento in cui non si assicurano: non saranno risarcite nemmeno dallo Stato».

Per questi motivi la copertura contro le catastrofi naturali è un tema fondamentale per la sopravvivenza delle imprese, soprattutto le più piccole, che nel nostro Paese rappresentano la fetta più grande delle aziende. «Le loro concorrenti in Francia, Germania, Austria o in Spagna, che hanno già provveduto a coprirsi dal punto di vista assicurativo nell’eventualità di danni per catastrofi naturali ripartono nel giro di 15 giorni. Da noi, quell’85% che al momento non è assicurato rischia di non ripartire e questo è dovuto a una mancata comunicazione, come la mancata certezza della legge.» ribadisce il presidente di Ania. «Non va dimenticato che un piccolo imprenditore non è che approfondisca più di tanto la notizia. Sente che c’è una proroga, aspetta fino all’ultimo giorno, non capisce se appartiene o non appartiene alla categoria di quelli imprenditori che possono beneficiarne. Proroga e basta. Mi auguro che con questa scadenza questo discorso di esitare e di prorogare decada e che ci sia un’accelerazione, cosa che metterebbe in sicurezza il sistema produttivo del Paese fatto soprattutto di piccole e micro imprese che devono fare i conti con un territorio ad alta rischiosità».