L’Avv. Gian Carlo Soave risponde: “Violazione del Codice della Strada”

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27 marzo 2018 di ilbroker

La Cassazione, con ordinanza n. 4834/2018, ha affermato che debba essere irrogata la multa all’autore della violazione del Codice della Strada – nella fattispecie un veterinario – posta in essere al fine di salvare un cane in pericolo di vita.

Il dottore sanzionato proponeva opposizione ex art. 22 legge n. 689/81 invocando di aver agito per la necessità di provvedere a cure urgenti su di un animale.

Nel merito i giudici riconoscevano le ragioni dell’opponente e richiamavano la giurisprudenza di legittimità secondo cui “nel concetto di stato di necessità ai sensi dell’art. 54 c.p. è inclusa ogni altra situazione che induca all’uccisione o al danneggiamento dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno giuridicamente apprezzabile alla persona propria o altrui o ai beni, quando tale danno l’agente ritenga altrimenti inevitabile, e che un cane (in disparte il rispetto per la sua vita) è sicuramente un bene patrimoniale“.

I soccombenti – Ministero dell’Interno e Prefettura – ricorrevano in Cassazione.

Secondo la Suprema Corte “l’esclusione della responsabilità per violazioni amministrative derivante da “stato di necessità” deve sussistere un’effettiva situazione di pericolo imminente di danno grave alla persona, non altrimenti evitabile, ovvero l’erronea persuasione di trovarsi in tale situazione, in base alla verificazione di circostanze oggettive“.

Gli Ermellini ritengono non applicabili al caso gli artt. 51 e 59 ultimo comma c.p. “il primo perché il dovere deontologico-professionale di prestare le cure richieste non autorizza il veterinario a violare le norme sulla circolazione stradale, quel dovere potendosi adempiere senza violare necessariamente queste ultime norme“; il secondo “in quanto si riferisce all’errore sul fatto e non all’errore sul divieto, mentre nel caso di specie il supporre di essere esonerato dal rispetto delle norme del codice della strada per prestare la propria opera urgente esprime, appunto, la fallace opinione che l’una o l’altra delle scriminanti invocate potesse essere applicata anche nel caso prospettato“.

La multa è stata confermata.

Avv. Gian Carlo Soave.

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