“Attenzione a parlare di sostenibilità quando non viene gestito il rischio ambientale”

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20 marzo 2018 di ilbroker

Al via il corso Cineas per sviluppare le competenze specifiche

Solo 1 azienda su 100 gestisce opportunamente i propri rischi di danno all’ambiente

e adotta coperture assicurative adeguate

Environmental Risk management, tra le “green skills” più richieste dal  mercato del lavoro.

Il master Cineas è l’unico in Italia a fornire un percorso completo su aspetti  tecnici, giuridici e assicurativi

 

 

In base ai risultati della V edizione dell’Osservatorio Cineas-Mediobanca sulla diffusione del Risk Management nelle medie imprese italiane, il danno ambientale è al quarto posto tra i rischi più percepiti dagli imprenditori. Allo stesso tempo però secondo i dati del Pool Inquinamento – consorzio di co-riassicurazione che sviluppa e propone strumenti innovativi per la copertura assicurativa dei rischi ambientali – è ancora bassa la consapevolezza da parte delle imprese dei propri rischi di danno all’ambiente e degli obblighi di legge in caso di danno, solo l’1% circa delle imprese a rischio di danno ambientale, infatti,  adotta coperture assicurative dedicate.

 

“Nonostante la normativa e le ingenti sanzioni, le aziende ignorano o tendono a sottovalutare i rischi ambientali – afferma Lisa Casali, coordinatrice del master Environmental risk assessment and management  di Cineas, Consorzio fondato dal Politecnico di Milano nel 1987 leader nella formazione sulla gestione del rischio e del sinistro – tale comportamento può rivelarsi fatale per l’impresa, non solo in termini di immagine ma anche per i costi di ripristino, di bonifica e di risarcimento dei terzi danneggiati a cui sono tenute le imprese che commettono un danno all’ambiente”.

 

Il master Cineas “Environmental risk assessment and management” – organizzato in collaborazione con Pool Inquinamento, con il contributo di Belfor ed ENI, e il patrocinio dell’ANIA – è l’unico in Italia a fornire tutti gli strumenti e le competenze sia sotto il profilo tecnico, che giuridico e assicurativo, per permettere anche al professionista che non si è mai occupato di queste tematiche, di avere un background completo per gestire al meglio i rischi e gli eventuali sinistri.

 

Al verificarsi di un evento che causa un danno all’ambiente o la sua minaccia imminente, infatti, le aziende italiane sono obbligate ad autodenunciarsi, ai sensi dell’Art 304 del D. Lgs. 152/2006, inviando comunicazione al Comune, alla Provincia, alla Regione e al Prefetto. Entro 24 ore, inoltre, devono attivarsi proattivamente ed effettuare diverse misure per contenere le conseguenze negative e per ripristinare lo stato delle risorse naturali antecedente all’evento.

L’iter prevede la progettazione ed esecuzione di interventi come ad esempio il ripristino del terreno e delle acque. Tali attività richieste dalla normativa possono essere molto costose e richiedere un tempo di intervento estremamente lungo, che può arrivare a diversi decenni.

E’ pertanto fondamentale che l’impresa sia preparata a far fronte a tali spese e alle conseguenze del danno, tra cui anche la gestione della crisi dal punto di vista reputazionale, considerando la crescente sensibilità a tali temi da parte dei cittadini così come degli enti e, di conseguenza, dei media.

“Bisogna considerare, inoltre, che l’entità del danno non è direttamente proporzionale alle dimensioni dell’azienda – continua Lisa Casali -. Recentemente ad esempio,  una piccola conceria storica del nord Italia, che per anni ha contaminato inconsapevolmente le acque sotterranee, non essendosi mai tutelata, si è vista costretta a chiudere l’attività non riuscendo a far fronte alle ingenti spese di ripristino. Che per un’azienda con un fatturato di un milione di euro, sono arrivate a 820.000 euro.”.

 

Il rischio di danno all’ambiente, per sua natura trasversale, riguarda tutte le tipologie di attività. Pensiamo al caso di incendio ad esempio, che può colpire qualunque tipo di azienda, ance se quest’ultima non tratta sostanze pericolose.

Il Master

Arrivato quest’anno all’XI edizione, il master Cineas “Environmental risk assessment and management”  è una risposta per i professionisti, che si trovano all’interno dell’azienda o che la supportano come consulenti esterni, per acquisire le competenze necessarie per gestire i rischi ambientali e per prevenire gli incidenti, minimizzando l’impatto aziendale sia dal punto di vista economico che reputazionale, nella tutela dell’ambiente e in conformità con la normativa vigente.

Lo specialista del rischio ambientale ha le competenze per individuare le possibili sorgenti di inquinamento, analizzare e valutare gli scenari di contaminazione, mettere in atto pratiche gestionali efficaci, conoscere la normativa ambientale applicabile e gestire al meglio il sinistro.

Destinatari

Il master si rivolge all’interno dell’azienda ai responsabili delle assicurazioni, ai risk manager, al responsabile ambiente e sicurezza o all’imprenditore stesso. Allo stesso tempo il target comprende anche altre figure professionali come i broker assicurativi, gli agenti, i periti, ispettori tecnici e personale di direzione di compagnie assicurative.

Modalità didattica

Il percorso si articola in 10 giornate di formazione che si svolgeranno da aprile e giugno 2018. L’alternanza di teoria ed esercitazioni pratiche renderà più rapido ed efficace l’apprendimento, così come la testimonianza diretta di imprese – come ad esempio quella del risk manager di ENI, Roberto Rentocchini – periti, broker e sottoscrittori di compagnia, fornirà utili strumenti concreti per applicare quanto appreso in aula. I docenti sono rappresentati dall’eccellenza italiana in ambito ambientale.

Aumentano ancora le assunzioni di figure “green”, ma per le imprese sono difficili da reperire.

Secondo le ultime analisi di GreenItaly – il rapporto di settore realizzato da Unioncamere e Fondazione Symbola – i cosiddetti Green Jobs, nel nostro Paese sono 3 milioni, il 13,1% degli occupati, e sono in continua crescita. Le assunzioni di green jobs previste dalle imprese per il 2017 sono arrivate a quota 320.000, oltre il 46% delle quali con contratti a tempo indeterminato, e più del 32,5% riservate a laureati. La prima regione italiana per numerosità assoluta di figure professionali cosiddette Green previste in ingresso nelle imprese per il 2017 è la Lombardia, che con quasi 82.000 unità, copre un quarto del totale nazionale. Seguono a distanza il Lazio (35.000 assunzioni), l’Emilia Romagna (quasi 32.000), il Veneto (quasi 31.000) e il Piemonte (oltre 24.000 assunzioni).

Ciò che distingue i Green Jobs dalle altre figure è il fatto che sono le più difficili da reperire secondo le imprese: infatti, la difficoltà di reperimento di tali figure sfiora il 37%. In parte, tale fenomeno sembra essere il risultato delle maggiori aspettative che le imprese hanno su queste figure rispetto alle altre. Alle risorse che operano in ambito green, si richiede un mix di preparazione di base, competenze ed esperienza, che spesso devono essere accompagnate da un titolo di studio specialistico post laurea.
La Gestione del rischio ambientale è tra le “green skills” più richieste.

Date, Borse di studio e agevolazioni.

Per iscriversi al master Environmental risk assessment and management c’è tempo fino al 3 aprile 2018. La quota d’iscrizione è di 2.000 Euro (IVA esente). Sono disponibili delle borse di studio che coprono parzialmente il costo del corso, per cui è possibile candidarsi inviando la richiesta entro il mese di marzo 2018. Uno sconto del 10% è riservato a coloro che si iscrivono entro il 23 marzo 2018. Maggiori informazioni sui docenti e sul programma dettagliato del corso sono disponibili sul sito del Consorzio www.cineas.it.

È possibile scrivere a info@cineas.it per prenotare un colloquio di orientamento professionale con la coordinatrice del master Lisa Casali che è anche Manager del Pool Inquinamento.

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