L’Avv. Gian Carlo Soave risponde: “Multa e contrassegno invalidi.”

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13 marzo 2018 di ilbroker

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 26396/2017, ha confermato la sanzione per la violazione dell’art. 158 C.d.S. al veicolo che, pur munito del contrassegno invalidi, non abbia dimostrato che, al momento dell’infrazione, lo stesso fosse adibito a trasporto del titolare del permesso né l’esposizione del relativo contrassegno.

Il Tribunale aveva rigettato l’opposizione al verbale di accertamento della violazione ritenendo che l’opponente non avesse provato che al momento dell’infrazione il veicolo fosse utilizzato per trasportare il soggetto invalido titolare del permesso e fosse esposto il relativo contrassegno.

Inoltre, era stata ritenuta irrilevante la mancanza di sottoscrizione autografa degli accertatori sul verbale notificato, in quanto redatto con sistema meccanizzato, nonché inammissibile la contestazione circa la qualifica dell’agente accertatore, in quanto il modulo prestampato notificato al trasgressore è assistito da fede privilegiata.

Il trasgressore ricorre, dunque, in Cassazione, lamentando che il giudice non avrebbe tenuto conto della circostanza secondo la quale l’art. 11 D.P.R. n. 503/1996 consente la sosta del veicolo in doppia fila a coloro che detengono il contrassegno invalidi, purché ciò non comporti grave intralcio al traffico.

La Suprema Corte ritiene infondate le doglianze del ricorrente.

In particolare, per quanto concerne la censura circa la mancanza, nel verbale di accertamento, della sottoscrizione autografa del responsabile del procedimento, si rammenta che secondo  costante giurisprudenza di Cassazione, in tema di sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada, la notifica del verbale di accertamento privo della sottoscrizione autografa degli accertatori deve ritenersi legittima se il verbale risulta redatto con sistema meccanizzato o di elaborazione dati.

Nel caso in oggetto la firma autografa è sostituita dall’indicazione a stampa, sul documento prodotto dal sistema automatizzato, del nominativo del verbalizzante, il che consente di attribuire l’atto al soggetto che deve esserne l’autore.

Il ricorso è stato respinto.

Avv. Gian Carlo Soave.

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