Italia ottava al mondo per raccolta premi

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4 dicembre 2017 di ilbroker

La tecnologia sta cambiando volto e scenari anche nel comparto assicurativo, imponendo alle compagnie di trovare nuovi modi e servizi per entrare in contatto con i propri clienti e assisterli al meglio. Ecco quali sono le tendenze in atto in Italia, mercato particolarmente interessante per questo tipo di business.

Il panorama assicurativo in Italia

Partiamo innanzitutto dai dati statistici e dai numeri, come nostra abitudine: secondo l’ultimo aggiornamento del report annuale dell’Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), il nostro Paese è al quarto posto in Europa e all’ottavo posto nel mondo per raccolta premi, con una quota di mercato pari al 3,4 per cento a fine 2016 (in lieve calo rispetto al 3,6 del 2015). Sempre a tutto lo scorso anno, l’Italia registra un’incidenza dei premi (comprensiva dei settori danni e vita) sul Prodotto Interno Lordo pari a 8,2 per cento, anche in questo caso con un calo lieve rispetto al 2015 (quando la quota era del 9 per cento).

Oltre 200 imprese attive

Inoltre, è interessante sapere che il premio medio per abitante in Italia (sempre considerando in maniera parallela i settori danni e vita) è pari a 2.258 euro, un dato inferiore a quello registrato negli altri principali Paesi industrializzati. Il panorama dell’offerta vede, alla fine del 2016, la presenza di 215 imprese di assicurazione di qualsiasi dimensione che risultano operative secondo il “censimento” dell’Anie, quasi precisamente divise tra quelle che hanno sede legale in Italia, come ad esempio Unipolsai, attiva in vari ambiti, come assicurazione sanitaria, RCA auto e polizze danni, e quelle che invece sono rappresentanze di imprese estere (107 in totale, di cui 104 comunitarie).

I nuovi trend del settore

Come detto, il quadro attuale è comunque in continua e profonda trasformazione, anche in Italia: dopo l’impatto della liberalizzazione del settore, infatti, ora il nuovo trend è l’innovazione, che sta continuando a spingere sulla leva della concorrenza (e, allo stesso tempo, a decretare maggiori opportunità per il cliente di scegliere in maniera efficiente il servizio a lui più utile). Oggi si sta facendo largo un nuovo modello di prestazioni di servizi al cliente, che dovrebbe coniugare le strategie di ottimizzazione dei costi e di differenziazione dei prodotti all’insegna della gestione completa dei rischi e dell’utilizzo della tecnologia a tutto tondo.

L’impatto della tecnologia

Sul settore stanno pesando gli effetti di una serie di cambiamenti “generali”, come la forte pressione sui prezzi e concorrenza, ma anche le nuove abitudini comportamentali dei consumatori, che ormai utilizzano lo smartphone e il digitale come strumento quotidiano (e intendono fare – e in molti casi già fanno – lo stesso anche per gestire e seguire le proprie polizze). Non è un caso che, secondo l’Osservatorio Big data analytics & business intelligence realizzato dal Politecnico di Milano, proprio il mondo delle assicurazioni è uno dei segmenti finanziari che sta investendo con più interesse nel comparto tecnologico, con un cambio di passo notevole nell’ultimo anno.

Aumentano gli investimenti in Big Data

Per la precisione, lo studio del PoliMi ha rivelato che il trend di crescita del comparto assicurazioni negli investimenti in Big data, analytics, business intelligence e data science supererà a fine anno il 25 per cento rispetto all’anno scorso, uno dei valori più alti in assoluto (superato solo da quello delle banche, che aumentano del 28 per cento la quota di fondi destinate a queste materie). Secondo Alessandro Piva, responsabile della ricerca dell’Osservatorio, le grandi imprese stanno imparando a conoscere “le opportunità offerte dall’analisi descrittiva delle informazioni, studiano nuove progettualità e si orientano verso gli aspetti predittivi e di ingegnerizzazione degli algoritmi tesi ad automatizzare processi e servizi, perseguendo quella che potremmo chiamare la ‘seconda ondata’ di una strategia guidata dalle informazioni”.

Gli effetti concreti

Guardando i progetti di analytics varati e i risultati ottenuti, si nota che gli ambiti su cui si concentrano le attività sono il miglioramento del rapporto con il cliente (anche attraverso l’engagement), l’ampliamento dell’offerta di nuovi prodotti e servizi, il taglio del time to market e l’ottimizzazione delle strategie per aumentare i margini e ridurre i costi.

FONTE: Affari Italiani

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