Le medie imprese italiane che gestiscono i rischi ottengono un +31% di ROI

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28 settembre 2017 di ilbroker

Sono dotate di un sistema integrato di risk management, ottengono un terzo di profitti in più, hanno un fatturato medio di 61 milioni di euro e 153 dipendenti; si occupano di rischio reputazionale e cyber risk. Sono le medie imprese italiane più promettenti e dotate degli strumenti manageriali più evoluti per affrontare l’attuale contesto economico di incertezza in cui i modelli di risk management non sono più solo da calcolare secondo analisi statistiche e serie storiche, ma sono soprattutto da immaginare. I risultati dell’indagine annuale Cineas-Mediobanca

 

La gestione del rischio è un’attività onerosa che non produce profitti concreti per le aziende? Smentiscono questo luogo comune, per il secondo anno consecutivo, i risultati della V edizione dell’Osservatorio sulla diffusione del risk management nelle medie imprese italiane che CineasConsorzio universitario non profit fondato dal Politecnico di Milano nel 1987 – realizza in collaborazione con l’Area Studi Mediobanca. “Per il secondo anno consecutivo si evidenzia una correlazione positiva tra gestione integrata dei rischi e il ROI delle aziende che si concretizza in un terzo di ritorni in più” commenta il Presidente di Cineas, Adolfo Bertani, il quale continua “Inoltre, le aziende che utilizzano gli strumenti del risk management nei processi di governance d’impresa più globali e strategici dimostrano di avere maggiore tendenza all’innovazione e le caratteristiche migliori per competere nei contesti di industry 4.0, ovvero sono in grado di cogliere il risvolto positivo dei rischi che sono le opportunità”.

 

Il campione d’indagine: le caratteristiche e i principali risultati della ricerca. L’indagine ha coinvolto 272 medie imprese manifatturiere italiane appartenenti principalmente ai settori: beni per la persona e la casa, meccanica, chimico farmaceutico, alimentare, carta e stampa e metallurgico. Si tratta di imprese di proprietà familiare fondate nei primi anni Settanta alla guida delle quali, nella maggioranza dei casi, sono impegnate le prime due generazione (41% ciascuna); il fatturato medio delle aziende del campione è di 61 milioni di euro con 153 dipendenti.

Un primo rischio si evidenzia negli aspetti legati al passaggio generazione con 3 aziende su 4 che lo considerano ad elevata criticità con un 40% che ritiene che il fattore frenante sia la carenza di competenze altamente qualificate all’interno della famiglia. Da notare che le aziende con un board formato parzialmente dalla famiglia proprietaria e da figure manageriali esterne sono più performanti rispetto a quelle in cui ci sia solo una delle due componenti.

Per leggere attentamente tutto lo studio cliccare qui – V Osservatorio Cineas-Mediobanca

FONTE: IL BROKER

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