Arte, Musica & Assicurazioni – Paolo Moglia – Assicurazioni per musicisti – N.II

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22 agosto 2017 di ilbroker

Parlando di coperture assicurative per il mondo della musica, è d’obbligo partire da quelle più conosciute sia dai musicisti che dagli stessi operatori del settore, anche se ancora con grosse lacune da parte di entrambi. Mi riferisco alle polizze a tutela degli strumenti ad arco (violini, viole, violoncelli, contrabbassi e relativi archi).

Teniamo conto che solo in Italia , fra strumenti di liutai contemporanei -circa 360 quelli regolari – e gli strumenti antichi e di liuteria storica, parliamo di circa 5.000 pezzi. Non prendo in considerazione l’immensa produzione industriale.

 

Il perché, parlando di coperture assicurative di strumenti musicali, nove volte su dieci ci si fermi a questa categoria è abbastanza ovvio. Sono quelli con un valore economico più alto e quindi i primi che storicamente hanno riscontrato una necessità assicurativa. Sia che fossero in mano a privati sia ad enti pubblici di varia natura.

Uno strumento nuovo, costruito d un giovane liutaio contemporaneo,    può valere dai 5 ai 10mila euro. Valore già comunque elevato se paragonato ad altre tipologie di strumenti. E si faccia attenzione che stiamo parlando di strumenti per lo più in mano a giovani musicisti od a volte addirittura di strumenti da studio.

Man mano che cresce l’importanza del liutaio e soprattutto l’età dello strumento, il prezzo sale , fino ad arrivare a svariati milioni di euro per un solo strumento . I massimi valori si raggiungono con gli strumenti di fine ‘600 e ‘700 di scuola cremonese (Stradivari, Guarneri, Amati, Bergonzi, ecc).

Ovvio che davanti a certi valori, siano sorte determinate esigenze di tutela e di conseguenza le prime inevitabili necessità assicurative.

 

Inoltre , al di là dello stretto valore economico e storico/artistico, oggi, fortunatamente, si è capito sempre di più che uno strumento musicale ed il suo arco vivono una vita “avventurosa” fin dalla loro nascita. Vengono messi in una custodia, caricati su un mezzo di trasporto o comunque spostati quasi giornalmente, suonati nei luoghi e con i climi più diversi, manipolati a volte anche da persone diverse. In ogni momento della loro giornata corrono il rischio di essere danneggiati.

Sono cose che possono succedere ma, fino a quando si tratta di un piatto che si si infrange nel lavandino di casa è un conto; quando invece a danneggiarsi è un oggetto che magari è il proprio strumento di lavoro, le cose cambiano.

In tanti anni che mi occupo della assicurazione di strumenti ed archi ho visto danni di tutti i tipi, anche i più inverosimili. Il musicista che cadendo sulle scale ha semidistrutto il proprio violino oltre che rompersi un braccio, il ragazzino che si è seduto sull’arco di papà spezzandolo in due o che addirittura ha fatto Zorro usando l’arco come spada, la moglie tradita che ha rotto la viola in testa al marito (vero!!!), o ancora la viola caduta in mare mentre veniva suonata….

Quindi, anche per questo che è cresciuta la “coscienza assicurativa” dei musicisti e, per un certo aspetto, anche la loro “cultura assicurativa”.

 

A fronte di questa crescita della domanda, è un peccato però constatare che non vì è stata altrettanto crescita nella risposta del mercato assicurativo. Purtroppo , oggettivamente, manca la la conoscenza di questo mondo, e di conseguenza l’esperienza, da parte della stragrande maggioranza degli assicuratori. Non a caso le Compagnie specializzate in questa tipologia di rischi, si contano sulle dita di una mano, includendo i Lloyd’s che hanno fatto da nave scuola.

Spesso capita che musicisti si rivolgano al proprio assicuratore il quale, a digiuno di qualsiasi conoscenza, trovandosi nell’imbarazzo di dare una risposta su come assicurare magari un violino da 25.000 euro ( e talvolta non avendo l’onestà di dichiarare la propria incompetenza) da soluzioni appunto… imbarazzanti.

 

Altro tasto, spesso dolente, e però strettamente legato ad una problematica assicurativa, è la valutazione dello strumento. Sia nel caso che si tratti di uno strumento di nuova produzione, sia che si tratti di uno strumento costruito 200-300 anni fa.

Per una corretta assunzione del rischio, a tutela sia del musicista che della Compagnia, è imprescindibile una stima dello strumento, fatta da un liutaio professionista che ne certifichi lo stato ed il valore. E, ovviamente, più sale il valore e l’importanza dello strumento e meno sono i liutai in grado di fornire tale stima, che a mio parere dovrebbe comunque essere fatta a prescindere da una procedura assicurativa. Personalmente ho conosciuto musicisti che hanno speso centinaia di migliaia di euro…..per uno strumento del valore di qualche migliaio.

Una corretta stima dello strumento, fatta da seri professionisti, metterà nelle condizioni sia di assumere il rischio nel migliore dei modi, sia di procedere ad una corretta liquidazione in caso di danno.

Liquidazione che comunque dovrebbe essere preceduta da una seria perizia da parte della Compagnia. E quando dico seria intendo non fatta da periti che solitamente si dedicano a perizie di tutt’altro genere e non sanno distinguere un violino da una viola.

Quindi periti che sappiano veramente valutare lo strumento, che sappiano quantificarne l’eventuale deprezzamento (previsto in polizza e sempre esistente quando parliamo di strumenti d’epoca) e che abbiano un minimo di idea delle procedure di restauro.

Per questo da tempo sostengo che le Compagnie dovrebbero affidarsi solo ed esclusivamente a litai di comprovata esperienza; cosa che purtroppo non sempre succede. Recentemente sono stato contattato da un bravissimo perito, espertissimo in danni auto che aveva ricevuto l’incarico di periziare un contrabbasso. Fortunatamente in maniera assolutamente onesta e professionale mi ha chiesto a quale liutaio specializzato in quella tipologia di strumento poteva rivolgersi per avere aiuto.

 

Immaginate quindi quale possa essere la situazione quando si parla di tutti gli altri strumenti, ovvero sia dei fiati, delle tastiere, di quelli a pizzico e soprattutto degli strumenti elettrici ed elettronici. In questo ultimo caso poi (in assoluto in Italia) si brancola nel buio e purtroppo la quasi totalità dei musicisti è convinta che non ci si possa assicurare. E, per la cronaca, abbiamo comunque fiati da 50-60.00 euro, chitarre di altrettanto valore, fisarmoniche da 50.000 euro, tastiere elettroniche da 30-40.000 euro. E se gli strumenti classici ad arco sono, come detto, circa 5.000, potete immaginare quanti siano tutti gli altri.

Ma continueremo la nostra chiacchierata la prossima volta.

Paolo Moglia

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Curiosità musicali – Rubrica nella rubrica

Ultimamente c’è una inflazione di trasmissioni/eventi legati al cibo ed alla cucina.

Nessuno, o raramente, evidenzia invece che il legame fra cibo e musica risale nei secoli.

Partendo dagli Egizi, per passare da Greci e Romani, per arrivare alle corti medioevali

vi è sempre stata la consuetudine di ascoltare musica durante i banchetti.

Fu in età barocca che questa tipologia di musica iniziò a prendere la fisionomia di un vero e proprio genere musicale. Questo sia come sottofondo che accompagnava l’intero pranzo, oppure per scandirne gli intervalli o addirittura anche in occasione di particolari eventi anche all’aperto (ad esempio il Caffè Zimmermann di Lipsia dove furono suonate per la prima volta alcune note composizioni di Johann Sebastian Bach)

Nacquero così la Tafelmusik tedesca e la Musique de table francese.

L’autore più conosciuto è George Philipp Telemann , compositore di cui quest’anno ricorrono i 250 anni della morte .

Per inciso, a qualcuno potrebbe essere noto, perchè la melodia della “Canzone dell’amore perduto” di Fabrizio De Andrè è tratta ( o forse plagiata…chissà) dal primo movimento “moderato e grazioso” del suo concerto-sonata in Re maggiore per tromba, archi e clavicembalo . Cliccate e sicuramente la riconoscete https://www.youtube.com/watch?v=6vswgrDU7eA

 

Per chi fosse incuriosito alla Tafelmusik e volesse ascoltare archi e strumenti antichi, clicchi qui https://www.youtube.com/watch?v=laexHA-COFI

One thought on “Arte, Musica & Assicurazioni – Paolo Moglia – Assicurazioni per musicisti – N.II

  1. Roberto ha detto:

    Complimenti per l’ articolo..tutto assolutamente vero

    Mi piace

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