Sparirà la RCAuto tradizionale? Ecco la Polizza Driverless.

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25 luglio 2017 di ilbroker

Interessante articolo che spiega nel dettaglio normativa ed evoluzione delle auto sempre più automatizzate. Ne riportiamo alcune parti, ma vi consigliamo di leggere integralmente articolo nel seguente link: clicca qui.

La polizza Trinity Lane

L’inglese Trinity Lane sembra per il momento essere l’unica Compagnia assicurativa ad aver predisposto un testo di polizza rivolto specificatamente ai veicoli “driverless”.
Quanto alla responsabilità civile, la relativa copertura assicurativa è offerta al soggetto assicurato risultante dal certificato di polizza ed altresì ad ogni altra persona che guidi il veicolo con l’autorizzazione dell’assicurato, per il caso di morte o lesioni dei terzi nonché per i danni alla proprietà altrui causati dall’utilizzo del veicolo.
Il riferimento esplicito alle caratteristiche proprie dei veicoli autonomi emerge nella Section 1 rubricata “Liability to others” del Driveless Policy Document elaborato dalla Compagnia britannica ove la clausola “driverless mode”specifica che sono ulteriormente coperti da assicurazione I) i danni o le perdite causati da problemi nell’installazione del patch di sicurezza, del firewall, o degli aggiornamenti del sistema operativo (entro 24 ore da quando segnalati dal costruttore o dal fornitore del software); II) i danni o le perdite causati da problemi nell’installazione delle mappe elettroniche e nella programmazione di viaggio(entro 24 ore da quando segnalati dal costruttore o dal fornitore del software); III) i danni o le perdite causati da malfunzionamento o interruzioni del segnale satellitare che influiscano sul sistema di navigazione; IV) danni o perdite causate da malfunzionamento del sistema operativo o del software autorizzato; V) i danni o le perdite derivanti dal non essere riusciti ad evitare una collisione o un incidente, in caso di malfunzionamento meccanico o del sistema operativo o di navigazione, pur potendo utilizzare il controllo manuale.
Anche la Section 6 “Fire and theft cover” prende in considerazione le qualità dei veicoli driverless offrendo copertura assicurativa in caso di perdite o danni al veicolo provocati, oltre che da incendio, furto o tentato furto, anche dal tentativo di hackeraggio o dall’hackeraggio stesso del sistema operativo, del software autorizzato o del sistema di navigazione.
Se da un lato la polizza in esame ha pertanto il merito di rappresentare il primo tentativo di prendere in considerazione le peculiarità dei veicoli a guida autonoma dal punto di vista assicurativo, approcciandosi alla casistica ad essi connessa, dall’altro rende inevitabili alcune riflessioni[7].
Fra queste la prima riguarda l’assenza di copertura per i danni patrimoniali subiti in proprio dall’assicurato/conducente in caso di sinistro dovuto a mal funzionamento dei sistemi di guida autonoma. A titolo esemplificativo si pensi all’eventualità in cui, mediante hackeraggio del sistema operativo del veicolo, vengano sottratti alcuni dati sensibili, quali ad esempio quelli bancari, utilizzati poi ai danni del titolare: al di là della problematica relativa alla tutela della privacy ed ai profili inerenti la cyber sicurezza, ciò che rileva sotto il profilo assicurativo è che al momento una polizza come quella in analisi non offre la possibilità di assicurare i danni economici che potrebbero derivare da eventi come quello riportato.
Gli unici danni o perdite ad essere assicurati dalla polizza in esame sono infatti quelli subiti dai terzi (di cui non a caso si fa menzione sotto la rubrica “liability to others”) o dal veicolo (Section 6). Il Policy Document non prevede l’estensione della copertura assicurativa ai menzionati danni patrimoniali neppure dietro pagamento di un extrapremio, possibilità riservata invece al caso di morte o lesioni dell’assicurato o del suo coniuge/partner, o all’ipotesi di danni subiti dalla vettura, in séguito a sinistro.
Quanto all’arco temporale di operatività della copertura assicurativa, il testo di polizza prevede un periodo di validità pari a 12 mesi. Tuttavia anche sotto tale profilo i veicoli a guida assistita ed autonoma aprono ad una serie di eventualità e considerazioni ulteriori e diverse rispetto a quelle prese in esame sino a questo momento.
Pensiamo ad un caso analogo al precedente in cui vengano sottratti alcuni dati informatici sensibili durante il periodo di vigenza della copertura assicurativa, ed ipotizziamo però che gli stessi vengano utilizzati a danno dell’assicurato solo in un momento successivo alla scadenza della polizza: dovrà essere la Compagnia con cui si sarà nel frattempo stipulato un nuovo contratto di assicurazione a rispondere eventualmente del danno (se oggetto di copertura)? o sarà invece da ritenersi operante la polizza vigente al momento dell’hackeraggio?
Sotto questo punto di vista, allo stato attuale, la polizza in esame non tiene conto della discrasia diacronica che potrebbe invece esistere tra il momento del sinistro e la manifestazione dell’evento dannoso ad esso connesso.
Un’ultima considerazione infine in merito al ruolo che sembra spettare all’utente: l’operatività della copertura assicurativa viene limitata ai casi di mal funzionamento del software autorizzato e dei relativi aggiornamenti, anch’essi autorizzati, il che rappresenta un elemento di non scarsa importanza per il consumatore medio, cui di fatto sembra venga chiesto in tal modo, in fase di aggiornamento, di essere in grado di riconoscere sul mercato quale sia l’update da installare, pena la mancata operatività della copertura assicurativa.
Quelle sin qui riportate non sono che alcune delle possibili problematiche connesse all’assicurazione dei veicoli a guida assistita ed autonoma. La sfida assicurativa imposta dal fenomeno delle self driving cars è proprio quella di relazionarsi con una casistica di riferimento ampliata e differente, che inevitabilmente impone il ripensamento dei modelli assicurativi sino ad ora utilizzati nel sistema RCA.

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