Amissima all’attacco: “Accuse infondate sulla vendita delle assicurazioni Carige”

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5 Marzo 2017 di ilbroker

Tutto in regola nella vendita delle assicurazione di Carige, l’azione di responsabilità contro gli ex amministratori Carige non può appigliarsi a questa decisione. La replica arriva dal gruppo assicurativo Amissima che con un lungo comunicato stampa replica punto per punto alle accuse mosse nella relazione predisposta dal Consiglio di Amministrazione di Banca Carige in vista dell’assemblea del prossimo 28 marzo 2017

“Tali accuse sono prive di fondamento e del tutto fuorvianti per gli azionisti”, dice Amissima

La nota ricorda in particolare che “L’acquisizione delle compagnie assicurative Carige Vita Nuova e Carige Assicurazioni da parte di Amissima è intervenuta all’esito di una procedura d’asta, durata oltre un anno, cui hanno partecipato numerosi offerenti e durante la quale Banca Carige è stata assistita e rappresentata da alcuni tra i più rispettati advisor finanziari e legali in Italia, inclusi Mediobanca, Banca Leonardo e Legance Avvocati Associati”.
Sempre secondo il comunicato “è del tutto infondata la tesi che vi sia stata qualsivoglia “collusione” tra Amissima o Apollo e i vertici di Banca Carige. Le offensive affermazioni contenute nella relazione degli amministratori in tal senso sono prive della benché minima prova, e non potrebbe essere altrimenti per il semplice fatto che tali prove non esistono.” Inoltre “a relazione degli amministratori sostiene, senza peraltro offrire alcuna prova a sostegno di ciò, che Amissima avrebbe influenzato negativamente la liquidità di Banca Carige. Per quanto il Gruppo Assicurativo Amissima abbia effettivamente ridotto l’entità dei depositi su conti presso la Banca alla fine del 2015, occorre puntualizzare che Carige Vita Nuova (oggi di proprietà di Amissima) aveva anticipato per iscritto a Banca Carige con preavviso di un anno (e quindi quando tale Compagnia era ancora sotto il controllo di Banca Carige) che l’entrata in vigore delle nuove normative Solvency II a far data dal 1° gennaio 2016 avrebbero imposto la riduzione dei depositi con Banca Carige (stante il rating creditizio della stessa) al fine di rispettare i requisiti di solvibilità prescritti, evitando cosi di dover aumentare (in misura di 1 a 1) i propri requisiti di capitale”.

 

Sulla base di tutto questo Amissima ritiene “che le allegazioni contenute nella relazione degli amministratori siano sostanzialmente temerarie, oltre che gravemente fuorvianti per gli azionisti, ed è convinta che se detti azionisti voteranno in favore della continuazione dell’azione giudiziale pendente, vi potrebbe essere il rischio di gravi conseguenze economiche pregiudiziali per la Banca, per il suo azionista di controllo ed per i suoi amministratori”.

FONTE: la Repubblica

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